TORINO – 2 giugno 1946, il giorno che cambiò l’Italia. Questo il titolo dell’incontro che si è svolto oggi presso lo stand della Regione Toscana al Salone del Libro di Torino.
Un incontro tra il professor Alessandro Simoncini (Università di Perugia), curatore del libro Reinventare l’Italia. La cultura italiana tra Resistenza e Ricostruzione e la professoressa Patrizia Gabrielli (Università di Siena), autrice insieme a Liliosa Azara del libro Suffragio, donne, partiti. A moderare l’incontro la presidente della Commissione Cultura del Consiglio Regionale della Toscana Diletta Fallani.
“Questo ottantesimo anniversario – ha commentato la professoressa Gabrielli – ci permette di riflettere su quanto questo sia stato un passaggio fondamentale, una frattura rispetto al passato”.
Suffragio, donne, partiti
Il libro di Gabrielli e Azara, edito da Firenze University Press e USiena Press, è nato in occasione di un convegno promosso a Roma nel 2025 in collaborazione tra l’Università di Siena e l’Università Roma Tre, in occasione degli 80 anni dal 1 febbraio 1945, quando fu emanato il decreto che estese ufficialmente il diritto di voto alle donne. “Una data spesso non citata, ma un gradino fondamentale per arrivare al 2 giugno 1945”, ha commentato Gabrielli.
“Il presidente Sergio Mattarella ha descritto perfettamente con una metafora il significato di questa data – ha ricordato Gabrielli – paragonandolo alla prima foto di un album di famiglia: primo tassello di una democrazia compiuta”.

Le madri costituenti
Furono 21 le donne elette dall’Assemblea costituente, su un totale di 556 membri. Non sarebbero state la metà neanche se avessero eletto tutte e 226 le candidate. La “piccola pattuglia femminile”, come l’aveva soprannominata la stampa, era un gruppo con orientamenti politici molto diversi, ma unito dal pensiero che fosse fondamentale allearsi per compiere alcuni importanti passi sulla questione di genere.
La valenza dell’ottantesimo
“La democrazia è un processo, dobbiamo imparare a pensarla così. Un processo molto lungo e molto complesso – ha commentato la professoressa Gabrielli -. La storia di questi 80 anni ha pagine più chiare, e altre più scure, ma non dobbiamo pensare a un processo lineare. Ogni passo si fa un po’ alla volta, è una conquista”.
“Per quanto riguarda nello specifico le donne, io credo che molti passi in avanti siano stati compiuti, ma c’è ancora molta strada da fare, moltissima”, ha spiegato la professoressa, ricordando che “per quanto riguarda l’affermazione delle donne in alcuni settori e nel mondo produttivo e delle professioni, manca ancora la presenza nei ruoli apicali, una più forte legittimazione anche in politica, anche se possiamo vedere che i dati rispetto alla rappresentanza di genere, rispetto a dieci anni fa, sono cambiati fortemente”.
“Dobbiamo lavorare molto anche sul piano culturale, su quelle che sono le rappresentazioni, sulle pratiche discorsive, gli immaginari che ruotano intorno al tema del genere e alle diverse appartenenze. Su questo c’è un lavoro molto grande da fare, ma riconoscere le differenze è la via anche per riconoscere la parità dei diritti”, ha concluso Gabrielli.
Patrizia Gabrielli
Patrizia Gabrielli è professoressa ordinaria di Storia Contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche e internazionali (Università di Siena). Tra le sue monografie: Il primo voto. Elettrici ed elette (Castelvecchi, 2016); Se verrà la guerra chi ci salverà? Lo sguardo dei bambini sulla guerra totale (Il Mulino, 2021).







