SIENA – Costi totali di gestione inferiori alla media regionale, un balzo in avanti sulla raccolta differenziata che colma il gap storico con il resto della Toscana e il primato dell’unica area completamente autosufficiente dal punto di vista impiantistico.
Sono queste le principali evidenze dell’analisi condotta dal laboratorio REF Ricerche sui Piani Economici Finanziari (PEF) del quinquennio 2021-2025, che fotografa lo stato dell’arte e le performance dei tre Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) della regione, presentato nell’Auditorium Sienambiente e promosso da Iren Ambiente e Università di Siena – Santa Chiara Lab.
L’identikit tracciato dallo studio per l’ATO Toscana Sud (che abbraccia 104 Comuni tra le province di Arezzo, Siena, Grosseto e la Val di Cornia) restituisce l’immagine di un territorio strutturalmente complesso, ma capace di esprimere forti elementi di efficienza gestionale.
La svolta della raccolta differenziata: agganciata la media regionale
Se nel periodo tra il 2021 e il 2024 l’ATO Sud aveva registrato percentuali di raccolta differenziata inferiori rispetto ad ATO Centro e ATO Costa, il trend recente mostra un netto cambio di passo. Grazie a una crescita rapida del +9% (partendo dai livelli più bassi del 2020), i dati consolidati del 2025 (65,2%) e le proiezioni dei primi cinque mesi del 2026 (68,1%) certificano il definitivo riallineamento dell’Ambito ai valori medi regionali.
Una progressione che spinge la Toscana meridionale a fornire un contributo decisivo verso i target di riciclo europei e regionali fissati al 55% per il 2025, al 60% nel 2030 e al 65% nel 2035.
Il “paradosso” degli impianti: l’autonomia ambientale costa di più
L’ATO Sud si distingue come l’unico ambito in Toscana completamente autosufficiente per il trattamento sia della frazione organica che dei flussi di rifiuto indifferenziato. La gestione della macro-area fa leva su un adeguato ricorso alla termovalorizzazione e riduce al minimo il ricorso alle discariche.
Tuttavia, questo modello virtuoso dal punto di vista ambientale genera un impatto economico lineare: la filiera basata sul trattamento meccanico-biologico (TMB) e sul successivo termovalorizzatore risulta strutturalmente più onerosa rispetto al semplice smaltimento in discarica attuato altrove, determinando costi di trattamento finali superiori a quelli degli altri due ATO.
“I dati presentati oggi confermano come l’efficienza di un sistema di gestione dei rifiuti debba tenere conto delle caratteristiche del territorio, della qualità delle prestazioni e della solidità degli impianti”, ha commentato Eugenio Bertolini, Amministratore Delegato di Iren Ambiente. “Il territorio dell’ATO Toscana Sud, dove siamo presenti in maniera più significativa proprio dal 2021, dimostra che è possibile coniugare efficienza gestionale, autosufficienza e sicurezza del servizio grazie a un patrimonio condiviso di best practice e importanti investimenti, che nel quinquennio e nell’area oggetto dello studio sono stati superiori a 170 milioni di euro. Siamo orgogliosi di aver accompagnato questo territorio nello sviluppo di tutta la filiera dei servizi ambientali: la crescita della raccolta differenziata e gli ulteriori margini di miglioramento nella valorizzazione dei materiali rappresentano le direttrici sulle quali continueremo a investire”.
Geometria di un territorio frammentato: vincono le economie di densità
L’analisi di REF Ricerche evidenzia come i costi di gestione risentano inevitabilmente della morfologia del territorio. L’ATO Sud è caratterizzato da una bassissima densità abitativa e da una forte frammentazione: nessun comune supera i 100.000 abitanti e la stragrande maggioranza della popolazione risiede in piccoli centri.
L’estensione geografica penalizza le aree a densità estremamente bassa per via delle distanze logistiche, così come la forte pressione turistica impatta sulle aree più antropizzate. Le performance economiche migliori – con i costi unitari più bassi – si registrano nei comuni a media densità abitativa (fascia D2), dove è possibile attivare reali economie di scala senza le complessità organizzative dei piccoli borghi o dei grandi centri urbani e turistici.
Bilancio complessivo: raccolta efficiente, margini sul riciclo
Guardando ai dati macroeconomici, l’ATO Sud si dimostra altamente competitivo. Costi complessivi e di raccolta inferiori: sia la spesa totale di gestione dei rifiuti urbani sia il costo specifico delle fasi di raccolta (differenziata e indifferenziata) restano stabilmente al di sotto della media toscana e dei valori degli altri due ATO, nonostante l’aumento fisiologico dei costi registrato tra il 2021 e il 2025.
Il nodo del riciclo effettivo: I margini di miglioramento si concentrano nella filiera della valorizzazione dei materiali. L’indicatore ARERA che misura l’efficacia dell’avvio a riciclo si attesta a 0,58, sotto il target regolatorio di 0,85. Anche i ricavi dalla vendita dei materiali differenziati sono in crescita ma ancora lievemente inferiori alla media regionale, con una copertura dei costi da parte dei consorzi di filiera (contributi EPR/CONAI) ferma al 22%.
La capacità di attrarre risorse
Nel percorso di rafforzamento del sistema impiantistico e dei servizi ambientali dell’ATO nel periodo analizzato, un ruolo rilevante è svolto anche dalla capacità del territorio di attivare risorse finanziarie nazionali ed europee. Con il supporto operativo di Sei Toscana, in particolare, l’ambito si è aggiudicato finanziamenti del PNRR per oltre 21 milioni di euro, destinati a 30 progetti finalizzati al miglioramento della qualità dei servizi di raccolta e delle infrastrutture, tra cui la realizzazione e l’adeguamento dei centri di raccolta e l’introduzione di sistemi innovativi per la gestione dei rifiuti.
A queste risorse si aggiungono i finanziamenti del programma FESR 2021-2027, con oltre 13 milioni di euro già assegnati per ulteriori interventi di potenziamento del servizio e sviluppo di nuovi centri di raccolta.
Un quadro che, se da un lato sconta le difficoltà storiche della filiera di valorizzazione a valle, dall’altro trova nella forte spinta impressa alla raccolta differenziata nel 2025 e nei primi mesi del 2026 la leva fondamentale per far crescere rapidamente, nel breve periodo, anche le percentuali di riciclo effettivo.







