FIRENZE – E’ ripresa la circolazione ferroviaria nel nodo di Firenze, interrotta dalle 23 di domenica 26 luglio per consentire la sostituzione del vecchio cavalcaferrovia di Ponte al Pino.
Poco prima, alle 10.10, aveva lasciato Campo di Marte l’ultima navetta sostitutiva diretta a Santa Maria Novella. Si è così chiusa l’emergenza che per quattro giorni ha provocato disagi tra le due stazioni fiorentine, con l’Italia ferroviaria nuovamente divisa in un punto strategico della rete. L’offerta dei treni è stata ridotta del 50%, con convogli deviati su altre linee, navette sostitutive e tempi di percorrenza allungati fino a 180 minuti.
Il bilancio di Rfi
“Tutto si è svolto in modo regolare”, ha dichiarato Andrea Esposito, responsabile della pianificazione industriale di Rfi. “La linea è stata riattivata alle 10.55 e alle 11 è transitato il primo treno. Ringraziamo il personale che ha preso parte all’emergenza e i viaggiatori, consapevoli dei disagi subiti in queste ore. Lasciamo nella proprietà del Comune di Firenze un ponte più performante, che conferma le tre corsie più una nuova pista ciclabile. Se curato e manutenuto, potrà durare altri 150 anni”.
Le fasi del cantiere
La rimozione del vecchio cavalcaferrovia è avvenuta nella prima fase dei lavori, tra il 6 e il 10 luglio. Il varo del nuovo impalcato si è invece svolto nella notte tra domenica e lunedì scorsi, alla presenza del ministro Matteo Salvini, del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, della vicesindaca di Firenze Paola Galgani e dei vertici di Rfi.
Esposito ha ricordato che si tratta di “un impalcato da 550 tonnellate, posato in un unico blocco con una gru da 70 metri e 2.200 tonnellate”, una struttura più grande ed efficiente della precedente, priva delle limitazioni di carico che invece gravavano sul vecchio ponte, sottoposto all’ultimo monitoraggio nell’autunno scorso.
I giorni dell’emergenza
Dal 26 al 30 luglio sono stati attivati bus e navette sostitutive, gratuite insieme a tram e altri collegamenti, per garantire gli spostamenti. A questi si sono aggiunti taxi e noleggi con conducente, particolarmente richiesti da turisti con bagagli al seguito. Il flusso dei vacanzieri ha rappresentato la quota più consistente dell’utenza ferroviaria di fine luglio, con molti treni quasi sempre esauriti a causa della riduzione dell’offerta.
I tempi di viaggio si sono allungati fino a tre ore, con disagi inevitabili soprattutto per i pendolari della direttrice a sud di Firenze. La macchina organizzativa ha retto all’impatto grazie a un sistema di accoglienza e orientamento già sperimentato a inizio luglio e ulteriormente potenziato per l’occasione.
La logistica e i prossimi lavori
In campo sono scesi più navette, segnaletica dedicata e steward nei punti strategici, in particolare al binario 16 e in via Valfonda a Santa Maria Novella, oltre che a Fortezza, Libertà e via Masaccio a Campo di Marte. L’apparato di emergenza ha coinvolto oltre 100 persone, tra personale Trenitalia, operatori nelle due stazioni, funzionari e volontari della Protezione civile comunale, agenti della polizia locale, autisti e addetti di Autolinee Toscane. A questi si sono aggiunti i 70 operai impegnati nel cantiere del ponte al Pino.
Il nuovo cavalcaferrovia, lungo 32 metri e largo 16, ospita due marciapiedi, tre corsie e una pista ciclabile. Nelle ultime ore è stato liberato dai sostegni provvisori ed è stato completato con le barriere di protezione, mentre prosegue lo smontaggio della gru usata per la posa. I primi pezzi sono partiti nella notte verso il porto di Marina di Carrara, in direzione La Spezia.
Il cronoprogramma prevede la rimozione definitiva della gru entro il 14 agosto, mentre proseguono l’allestimento delle rampe, la posa dell’asfalto, l’illuminazione, le prove di carico e il collaudo. L’inaugurazione è prevista per metà settembre. L’ultimo atto del cantiere sarà la rimozione della passerella ciclopedonale provvisoria, prevista per novembre.
La nuova piazza Vasari
Accanto all’intervento infrastrutturale, prende forma anche il progetto della nuova piazza Giorgio Vasari, finanziato da Rfi con circa 1,3 milioni di euro. Le risorse serviranno anche al ripristino della viabilità del rione, trasformato in questi mesi in un cantiere.







