FIRENZE – Si è chiusa con un trend di netto calo la prima giornata elettorale in Toscana per il rinnovo di venti amministrazioni comunali.
Alle ore 23 di domenica, l’affluenza media regionale si è attestata al 42,7%, registrando una contrazione rispetto alle passate tornate omologhe. Un dato che preoccupa i comitati elettorali e che fotografa un distacco marcato in particolare nei grandi centri urbani e in due dei tre capoluoghi di provincia chiamati al voto, Pistoia e Prato, dove la flessione ha superato la doppia cifra.
I seggi hanno riaperto i battenti questa mattina, lunedì 25 maggio, alle ore 7 e rimarranno accessibili fino alle 15 per permettere le ultime operazioni di voto ai 612mila elettori toscani aventi diritto. Subito dopo la chiusura dei seggi prenderà il via lo spoglio ufficiale, che determinerà i nuovi assetti dei consigli comunali e le cariche di sindaco. Per i sette comuni sopra i 15mila abitanti, qualora nessun candidato riesca a superare la soglia del 50% più uno dei voti, il verdetto definitivo sarà rimandato ai ballottaggi del 7 e 8 giugno.
L’andamento della giornata: il crollo e il parziale recupero
La parabola dell’affluenza ha mostrato segnali negativi sin dalle prime ore della domenica. Alle ore 12 il dato regionale si fermava ad appena il 12,91%. Un crollo che era parso subito evidente a Prato, dove a metà giornata si era registrato un pesante 12,77% a fronte del 21,64% della precedente tornata elettorale del 2024.
Nel tardo pomeriggio, alle ore 19, si era assistito a un timido segnale di recupero che aveva riacceso le speranze di una tenuta complessiva: la media regionale era salita al 31,3%. Prato, in particolare, era riuscita a ridurre il divario dal picco negativo di -9% a un più contenuto -2,7%. Nello stesso rilevamento, tuttavia, Pistoia mostrava già una flessione vicina ai 6 punti percentuali, mentre Arezzo limitava le perdite intorno al 3%.
La rilevazione notturna delle ore 23 ha però spento gli entusiasmi, consolidando il trend di forte astensionismo. Dopo il recupero pomeridiano, l’affluenza a Prato è sprofondata nuovamente chiudendo la giornata al 43,2% (contro il 53,8% precedente, pari a oltre 10 punti di distacco). Ancora più marcato il divario registrato a Pistoia, che ha perso ben 11 punti e mezzo, passando dal 55,1% al 43,6%. Più solido e resiliente, seppur in leggera flessione, si è dimostrato il corpo elettorale di Arezzo, che ha chiuso la notte al 45,6% rispetto al 47,2% della scorsa tornata.
I dati nei comuni
L’analisi dettagliata dei venti comuni toscani evidenzia una tendenza al ribasso pressoché generalizzata. Accanto al crollo dei grandi centri, spiccano le flessioni di comuni come Calci, che passa dal 56,6% al 39,9%, Cascina (dal 52,2% al 37,7%) e Uzzano (dal 52% al 37,3%).
Le uniche “isole felici”, capaci di mantenere una partecipazione superiore alla soglia del 50%, restano Capraia Isola, che guida la classifica regionale con il 60,6% (seppur in calo rispetto al 65,8%), Sorano al 59,1% e Villafranca in Lunigiana, l’unico comune dell’intero lotto a mostrare un segno positivo, crescendo controtendenza dal 49,5% al 50% netto.
Il riepilogo definitivo dell’affluenza alle ore 23
Arezzo 45,6% (47,2%) Calci 39,9% (56,6%) Capraia Isola 60,6% (65,8%) Cascina 37,7% (52,2%) Coreglia Antelminelli 38,1% (49,2%) Fauglia 41,5% (54,1%) Figline e Incisa Valdarno 43% (57,1%) Lucignano 44% (47,9%) Montignoso 36,5% (40,1%) Orciano Pisano 42,1% (48%) Pieve Fosciana 38,9% (42,4%) Pistoia 43,6% (55,1%) Pontremoli 33,9% (39,9%) Prato 43,2% (53,8%) Sesto Fiorentino 42,1% (45,2%) Sillano Giuncugnano 47,4% (50,4%) Sorano 59,1% (65,4%) Uzzano 37,3% (52%) Viareggio 41,5% (47,1%) Villafranca in Lunigiana 50% (49,5%).







