Francesco Limatola
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FIRENZE – Francesco Limatola è il nuovo presidente di Upi (Unione Province d’Italia) della Toscana. Limatola, Presidente della Provincia di Grosseto che dal novembre 2025 ricopriva la carica di presidente facente funzioni in seguito all’ingresso di Gianni Lorenzetti in Consiglio regionale, è stato eletto alla guida dell’associazione che rappresenta le amministrazioni provinciali toscane.

Al centro della sua agenda e del documento politico-programmatico approvato, c’è la necessità urgente di ridefinire il ruolo di questi enti, schiacciati tra una riforma rimasta a metà e una scure di tagli finanziari che mette a rischio i servizi essenziali.

“A distanza di 12 anni dalla legge Delrio e a 10 anni dal fallimento del referendum costituzionale sono ormai evidenti i limiti e gli effetti negativi prodotti da una riforma che è rimasta incompleta – ha commentato a caldo il neo presidente Limatola –. La legge Delrio era stata, infatti, emanata con un carattere dichiaratamente transitorio nella prospettiva del superamento delle province. Le province non sono state superate, quindi il risultato oggi è un sistema istituzionale fragile, incoerente e incompleto. Non vogliamo una restaurazione del passato, ma una nuova provincia che si proietti nel futuro”.

L’allarme tagli: per la Toscana meno 106 milioni nel 2026

Il presidente di Upi Toscana ha tracciato un quadro finanziario allarmante, snocciolando i dati relativi ai tagli di risorse che gravano sugli enti locali. Nel 2026, a livello nazionale, il sistema delle province subirà una contrazione di 754 milioni di euro (isole escluse). Una quota pesante toccherà proprio al territorio regionale: “Per la Toscana il taglio nel 2026 è di 106 milioni di euro”, ha denunciato Limatola, ricordando che la tendenza ai tagli proseguirà anche nei prossimi anni con 718 milioni a livello nazionale nel 2027 e 682 milioni nel 2028.

“Dietro questi numeri – ha rimarcato il presidente – non ci sono semplici capitoli di bilancio, ma servizi diretti ai cittadini, in primis quelli sulla sicurezza delle strade e sulla gestione delle scuole superiori. Questo taglio di risorse comporta difficoltà oggettive rispetto alle manutenzioni della viabilità provinciale e dell’edilizia scolastica”.

Le sfide: il dopo-Pnrr e il tavolo con la Regione

A complicare lo scenario c’è anche la vicina scadenza dei fondi europei. «Il 30 giugno finisce il Pnrr, che è stato essenziale per le province. Dopo il Pnrr occorre continuare gli investimenti», ha avvertito Limatola.

Per affrontare la complessità delle sfide future, secondo l’Upi è indispensabile un nuovo assetto istituzionale. In questo senso, Limatola ha espresso forte apprezzamento per la linea strategica della Regione Toscana: “Abbiamo apprezzato molto l’impegno del presidente Eugenio Giani, che ha detto di voler aprire un tavolo di confronto con Regione, Upi e Anci per un nuovo assetto più vicino ai cittadini”.

I punti del documento politico

L’assemblea si è conclusa con la condivisione di un documento programmatico chiaro che fissa gli obiettivi sindacali e politici delle Province toscane per i prossimi mesi: superare definitivamente il precariato istituzionale della legge Delrio, rafforzare il ruolo costituzionale delle province, garantire stabilità finanziaria e organizzativa agli enti e avviare un confronto strutturale e permanente con il Governo e le Regioni per ridefinire una volta per tutte funzioni, competenze e risorse economiche.

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