VIAREGGIO – Non più solo ricorsi amministrativi, ma una vera e propria offensiva sul piano civile per bloccare le aste delle spiagge e vedersi riconoscere il valore d’impresa. Diciotto stabilimenti balneari di Viareggio, insieme a due attività di ristorazione del lungomare, hanno deciso di citare in giudizio di fronte al Tribunale civile il Comune di Viareggio, la Regione Toscana, l’Agenzia del Demanio e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust).
L’obiettivo dei concessionari – come riportato stamani dalla stampa locale – è duplice: ottenere il riconoscimento della validità dei loro titoli fino al 2033 e chiedere il risarcimento dei danni per la perdita di valore commerciale delle loro aziende, causata dal lunghissimo e irrisolto contenzioso legato all’applicazione della direttiva europea Bolkestein.
La tesi dei balneari: «La continuità d’impresa non è mai stata annullata»
La mossa legale punta a scardinare la tesi della decadenza automatica dei titoli. «La nostra tesi, alla base di questa azione legale – spiega Carlo Monti, proprietario del bagno Vespucci e tra i promotori dell’iniziativa – è che le nostre concessioni siano tutt’oggi valide. Riteniamo che, dal punto di vista formale, la continuità dell’impresa balneare non è mai stata annullata e ci sono sentenze che lo riconoscono. Di conseguenza, noi abbiamo diritto a rimanere titolari della concessione almeno fino al 2033».
Le imprese lamentano inoltre un danno economico concreto: l’incertezza normativa e lo spettro dei bandi di gara avrebbero di fatto svalutato le attività, bloccato gli investimenti e azzerato il valore di mercato delle strutture, da sempre considerate proprietà commerciali private seppur insistenti su suolo demaniale.
Un risiko legale tra Tar e Tribunale Civile
La mossa di Viareggio rischia di aprire un nuovo, inedito fronte in Toscana, proprio mentre si attende un altro snodo cruciale. A breve, infatti, il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) della Toscana dovrà pronunciarsi sui ricorsi promossi dall’Antitrust contro le delibere di alcuni Comuni costieri, impugnate dall’Autorità proprio per l’effetto opposto, ovvero per costringere le amministrazioni locali ad accelerare le procedure di messa a gara dei litorali.
Con la citazione in sede civile, i balneari viareggini tentano così di congelare le scadenze, spostando il focus dal diritto amministrativo alla tutela del patrimonio aziendale e del diritto di proprietà. Un braccio di ferro che si preannuncia lunghissimo e che promette di fare scuola per il resto della costa toscana.







