FIRENZE – Tra oggi e domani circa 500 mila toscani sono chiamati alle urne per rinnovare le amministrazioni locali.
Sono venti i Comuni al voto. Si può votare oggi fino alle 23 e domani, lunedì 25 maggio, fino alle 15.
Le elezioni amministrative in Toscana presentano un quadro frammentato e competitivo, con tre capoluoghi al centro delle attenzioni e una partita aperta in diversi centri minori che potrebbe decidere equilibri locali e tracciare segnali politici per la regione.
Arezzo, Pistoia e Prato sono considerate le contese più decisive, ma anche Viareggio e altre città costiere rivestono un ruolo chiave per la geografia elettorale toscana. I temi caldi vanno dalla gestione delle infrastrutture e dei fondi del Pnrr alla rigenerazione urbana, dalla sicurezza alle politiche per il commercio e la mobilità sostenibile.
Pistoia: sfida a tre sul terreno della continuità e del rilancio urbano
A Pistoia la competizione è ristretta a tre candidati. Per il centrodestra unito corre Anna Maria Celesti (Forza Italia), medico e sindaca facente funzioni dopo la scelta dell’ex sindaco Alessandro Tomasi di passare al Consiglio regionale. La coalizione di Celesti comprende Fratelli d’Italia, Noi Moderati, Lega e liste civiche locali; il centrodestra punta sulla continuità amministrativa e sui risultati ottenuti con i fondi del Pnrr, citando interventi su edilizia scolastica, impianti sportivi e mobilità dolce con collegamenti alla Ciclovia del Sole.
Il centrosinistra si presenta con un «campo largo» attorno a Giovanni Capecchi, professore universitario e vincitore delle primarie di coalizione. Capecchi propone di puntare sul rilancio del commercio e sulla manutenzione delle periferie, criticità indicate come prioritarie dopo due mandati di centrodestra. Completa il quadro Fabrizio Mancinelli, sostenuto dalla lista Pistoia Rossa, che propone una rottura netta con le ultime due decadi di governo cittadino e punta su forme di democrazia partecipata per gestire le scelte urbanistiche e recuperare aree degradate.
Qui prato
A Prato la sfida vede contrapposti l’uscente del campo largo Matteo Biffoni e il candidato di centrodestra Gianluca Banchelli, con l’obiettivo di conquistare il secondo turno e provare a ribaltare l’esito.
Qui Arezzo
Le altre contese: capoluoghi e città medie in bilico
Ad Arezzo il centrodestra punta su Marcello Comanducci, imprenditore e già assessore nell’era Ghinelli, mentre il «campo largo» sostiene Vincenzo Ceccarelli, ex assessore regionale e figura di peso del Pd locale. Anche qui sarà decisivo il ruolo dei moderati civici che possono indirizzare il risultato.
Viareggio: sei candidati e la possibilità della prima sindaca
A Viareggio la corsa per la successione di Giorgio Del Ghingaro vede in campo sei aspiranti sindaco e si profila un ballottaggio quasi certo. I candidati, in ordine alfabetico, sono Paolo Annale (lista collegata al Partito Comunista), Brunello Salvatore Consorti (lista civica Viareggio, mare e futuro), Sara Grilli (sostenuta dal movimento Area Civica — che ha appoggiato Del Ghingaro — e da una lista del centrodestra unito), Federica Maineri (vincitrice delle primarie del centrosinistra e sostenuta da Pd, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle e tre liste civiche), Christian Marcucci (lista civica La Rinascita) e Marialina Marcucci (sostenuta da sei liste civiche). A Sesto Fiorentino il centrosinistra cerca la riconferma con Damiano Sforzi; a correre in autonomia è Ecolò con Beatrice Corsi sul tema della pista di Peretola, mentre il centrodestra presenta Stefania Papa.
Il confronto principale si concentra su tre candidature: Sara Grilli, Federica Maineri e Marialina Marcucci. Se il risultato confermerà i pronostici, Viareggio eleggerà la sua prima donna sindaco, segnando una svolta nella storia politica cittadina dopo un decennio di amministrazione Del Ghingaro.
Le altre sfide principali
A Figline-Incisa Valdarno David Ermini (campo largo) parte favorito su Clara Mugnai del centrodestra; a Cascina il sindaco uscente Michelangelo Betti (campo largo) cerca la riconferma contro Donatella Legnaioli (centrodestra).
Un voto che misura le alleanze
Le elezioni in Toscana mostrano come la partita politica si giochi tanto sulle coalizioni quanto sui candidati singoli. Nei comuni più grandi la presenza di «campi larghi» che aggregano forze dal Pd alla sinistra e ai movimenti civici contrapposti a coalizioni di centrodestra più compatte determina campagne incentrate su gestione amministrativa, uso dei fondi europei e progetti di sviluppo urbano. Nei centri minori la frammentazione civica può ribaltare equilibri locali e consegnare alle urne risultati inaspettati, con la possibile emergenza di amministrazioni guidate da profili indipendenti o da liste civiche forti.







