Home In evidenza Solo un pari. Fiorentina, contro il Toro sperimentare non paga

Solo un pari. Fiorentina, contro il Toro sperimentare non paga

122
0
SHARE

Fare una cosa e poi pentirsene poco dopo. E’ quello che è accaduto a Stefano Pioli, tecnico della Fiorentina, che allo stadio ‘Olimpico-Grande Torino’ contro la formazione granata guidata da Walter Mazzarri ha provato a sovvertire una legge della matematica, ovvero cambiare l’ordine degli addendi per modificare il risultato finale. Alla fine ha avuto ragione uno degli assiomi fondamentali della disciplina che studia le quantità, lo spazio, le strutture e i calcoli, e la rosa gigliata è tornata per la quinta volta consecutiva in questo campionato da una trasferta senza i tre punti. E se non si puo’ perdere, fatto accaduto contro Napoli, Inter e Lazio, almeno arriva un pareggio per 1-1, come contro la Sampdoria ma l’attacco gigliato è in crisi. Ci aveva provato Pioli a lasciare per 45’ in panchina Giovanni Simeone per provarne a scuotere orgoglio e risvegliarne le capacità tecniche, ma alla fine il Cholito, entrato dopo l’intervallo, ha fallito a 10’ dalla fine il colpo del k.o. solo davanti a Sirigu. Sarebbe stata una punizione troppo dura per un Torino che ha dominato almeno il primo tempo, pur essendo andata sotto per il secondo gol consecutivo dell’ex Marco Benassi dopo 65 secondi. Un autorete di Lafont, miracoloso in almeno tre circostanze successivamente, su conclusione di Aina, ha riequilibrato il tutto già al 13’.

Il tecnico Pioli: «Non siamo stati pericolosi» «Non abbiamo giocato una grande partita – ha raccontato a fine gara Pioli – Serviva precisione tecnica e quindi non siamo stati pericolosi. Hanno comunque i miei ragazzi voglia di lottare e non abbiamo mai mollato la presa contro una squadra fisica ed esperta. E’ un passo in avanti in termini di esperienza, poi conosciamo le nostre difficolta’. La rinuncia a Giovanni Simeone era per puntare su caratteristiche diverse. Nel secondo tempo abbiamo migliorato qualche posizione in campo dove abbiamo avuto le migliori occasioni. Questo è un passaggio di crescita e di mentalita’. Si cresce anche per meriti degli avversari e per demeriti tuoi, ma con questo spirito e con altre scelte dal punto di vista tattico possiamo certamente fare belle cose».