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PRATO – La guardia di finanza di Prato ha posto sotto sequestro 237.000 capi di abbigliamento e oltre 5,5 milioni di metri di tessuto, su richiesta della Procura Europea di Bologna.

L’operazione fa parte di un’indagine su una maxi-frode IVA legata al contrabbando di prodotti tessili dalla Cina, come comunicato dall’EPPO in una nota ufficiale.

I beni sono stati scoperti in quattro magazzini nascosti gestiti da cittadini cinesi nella città toscana, capitale dell’industria tessile italiana. Questo intervento segue un sequestro precedente di 2,3 milioni di metri di tessuto effettuato a novembre 2025, per un valore totale stimato dei materiali confiscati che supera i 10 milioni di euro.

L’inchiesta, spiega l’EPPO, ha smascherato un articolato sistema di contrabbando: i prodotti arrivavano da fornitori cinesi in depositi italiani, eludendo dazi doganali e IVA attraverso fornitori, acquirenti e indirizzi di consegna falsi. Il meccanismo si basava su società fittizie create in tutta Europa – soprattutto in Polonia e Germania – per reindirizzare fatture e pagamenti da clienti italiani reali, fingendo acquisti intra-UE e permettendo l’evasione di dazi e IVA all’importazione.

Nelle ultime tre anni, precisa la Procura, la frode ha consentito agli indagati di evadere imposte per 3,6 milioni di euro. Le indagini proseguono per identificare tutti i responsabili.

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