La Nazione, storica testata fondata dal barone Bettino Ricasoli nel 1859, cambia proprietà. La famiglia Riffeser Monti ha ceduto le quote di maggioranza della società Editoriale Nazionale alla Lmdv Capital, società di investimento di Leonardo Maria Del Vecchio.
Nel tardo pomeriggio di ieri la ufficializzazione della notizia. Insieme a La Nazione passa di mano anche la proprità del Giorno e del Resto del Carlino, da tempo insieme sotto l’unica testata QN.
Aumenta l’interesse di Del Vecchio per la Toscana. Nel febbraio 2925 aveva acquistato da Flavio Briatore il Twiga, storico locale di Forte dei Marmi. Mentre nel mondo dell’editoria qualche mese fa era entrato nella compagine sociale de Il Giornale, acquistando il 30%.
«Per un’informazione libera»
«Siamo felici e onorati di questo accordo con Leonardo Maria Del Vecchio, che rafforza il futuro di un’informazione libera e responsabile, oggi più che mai essenziale per la democrazia del nostro Paese», ha detto Andrea Riffeser Monti, presidente del gruppo Monrif e attuale presidente Fieg.
«Ruolo centrale dell’editoria»
«Questa operazione rientra in un progetto industriale di lungo periodo che riconosce all’editoria un ruolo centrale per il Paese. Crediamo nel valore dell’informazione di qualità e nell’autonomia delle redazioni”, ha detto Leonardo Maria del Vecchio, presidente di Lmdv Capital. «Il nostro impegno è investire con capitale paziente, mettendo tecnologia e competenze al servizio del lavoro giornalistico. Una volta completati i passaggi formali, intendiamo confrontarci con giornalisti, redazioni e Comitati di redazione per costruire un percorso condiviso».
Fine di un’era
Il passaggio di proprietà chiude una storia pluridecennale tra La Nazione, giornale fiorentino, e la famiglia Monti. Nel 1966 fu Attilio Monti, già proprietario del bolognese Il Resto del Carlino e del quotidiano sportivo Stadio, ad acquistare La Nazione, la cui sede fu spostata nello stabilimento di via Paolieri (dove si trova ancora oggi), con ingresso da piazza Beccaria.
Per inaugurare la nuova sede fu acquistata una rotativa di eccezionale potenza: era lunga 54 metri e faceva ruotare i rulli di carta a una velocità di 36 chilometri l’ora; all’epoca era la più importante rotativa d’Europa.







