FIRENZE – In un contesto globale segnato da incertezza e volatilità, l’economia toscana mostra segnali di resilienza, pur mantenendo una sua forza positiva ma debole.
Secondo il recente rapporto IRPET, il Prodotto Interno Lordo (PIL) regionale ha registrato una crescita modesta nel 2025, con un aumento dello 0,8% rispetto all’anno precedente, leggermente superiore alla media nazionale (+0,6%). Per il 2026, le proiezioni indicano un ulteriore +0,7%, in linea con l’Italia, trainato principalmente dai consumi delle famiglie, mentre il contributo degli investimenti e della spesa pubblica rimane limitato e il saldo estero incide negativamente.
Produzione industriale: fine della caduta, ma livelli modesti
L’attività produttiva ha interrotto la fase di contrazione negli ultimi mesi del 2025, ma rimane su livelli ancora contenuti. La produzione industriale ha chiuso il terzo trimestre con un calo dell’1,8%, in attenuazione rispetto ai periodi precedenti, e ha mostrato un rimbalzo positivo a novembre (+1,8% su ottobre). Si tratta di un segnale incoraggiante, ma che necessita di conferme nei prossimi mesi. Il settore manifatturiero appare particolarmente esposto alle difficoltà congiunturali, con una quota crescente di imprese che ricorrono agli ammortizzatori sociali per “congelare” i lavoratori.
Export in crescita, con ripresa nel settore moda
Le esportazioni rappresentano un punto di forza: nei primi nove mesi del 2025 sono aumentate del 14,7%, accelerando ulteriormente nel quarto trimestre (+25,5%). Performance brillanti nei comparti ad alta specializzazione, come la farmaceutica (+138% nel terzo trimestre), anche se tale dato va interpretato con cautela. Dal terzo trimestre si nota una ripresa nel settore moda, duramente colpito in passato: calzature (+22,8%), abbigliamento (+17,4%), maglieria (+17,1%), cuoio e pelletteria (+9,6%) e filati/tessuti (+3,2%) hanno registrato incrementi significativi, seppur non uniformi tra i settori.
Turismo: conferma della tendenza positiva
Il turismo continua a essere un motore di crescita, con un aumento delle presenze del 2,5% nel 2025, proseguendo il trend positivo degli ultimi quattro anni. Gli stranieri hanno contribuito con un +3,8%, mentre il turismo interno è cresciuto dello 0,7%. In evidenza le città d’arte (+6,0%) e la montagna (+6,2%), seguite dalle aree collinari (+2,8%). Al contrario, mare e costa hanno registrato un calo dell’1,7%, evidenziando una distribuzione non omogenea.
Mercato del lavoro: espansione contenuta, ma settori in difficoltà
Il mercato del lavoro dipendente ha chiuso il terzo trimestre 2025 con un +1,6%, e tra gennaio e settembre sono state create 65 mila nuove posizioni nette (saldo avviamenti/cessazioni). Tuttavia, le nuove assunzioni sono calate del 3,7%, e persistono difficoltà nel manifatturiero, specialmente nella moda. Qui, il ricorso agli ammortizzatori sociali è aumentato del 20% rispetto all’anno precedente, con un focus sul sistema pelle-cuoio-calzature. Complessivamente, l’espansione delle posizioni lavorative prosegue, ma a ritmi più contenuti e con disparità settoriali.
Percezione delle imprese: prudenza per il 2026
Le imprese toscane guardano al 2026 con cautela. Secondo l’indagine IRPET, due su tre prevedono una stabilità del fatturato, solo il 19% un aumento e il 16% una diminuzione. Nel settore moda, le aspettative sono più pessimistiche: solo il 13% attende una crescita, mentre oltre una su quattro prevede un calo. Simili le proiezioni per ordini, investimenti e occupazione, con oltre tre imprese su quattro che anticipano stabilità. La percezione dominante è di incertezza, legata al contesto globale e alle difficoltà congiunturali.
Impatto della manovra finanziaria, PNRR e fondi strutturali
La seconda parte del rapporto IRPET si concentra sull’effetto delle politiche pubbliche. In Toscana, a novembre 2025, risultano attivi 21 mila progetti per un totale di circa 12 miliardi di euro (8,3 miliardi dal PNRR/PNC, il resto cofinanziato da risorse regionali o statali). Lo stato di avanzamento è al 73% (contro il 54% nazionale), salendo all’80% per le opere comunali. Le stime indicano che il PNRR, nella fase di realizzazione, potrebbe boostare il PIL medio annuo di +1,3 punti percentuali (rispetto a uno scenario senza) e l’occupazione di +1,8%. La programmazione comunitaria aggiungerebbe ulteriori +0,5 punti al PIL e +0,6% all’occupazione, rappresentando un fattore chiave per mitigare i rischi al ribasso.
In sintesi, l’economia toscana nel 2025 ha mostrato segni di stabilizzazione, con export e turismo come pilastri, ma il quadro resta esposto a vulnerabilità esterne. Per il 2026, le imprese invocano prudenza, mentre gli interventi pubblici come PNRR e fondi strutturali potrebbero funzionare da acceleratore per una ripresa più robusta. Resta da monitorare l’evoluzione del contesto internazionale, che continua a condizionare il ciclo economico regionale.
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