Emilio Giannelli
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Compie oggi gli anni Emilio Giannelli, il celebre vignettista del Corriere della Sera. E sono 90. Una vita sempre da protagonista attento, ironico, intelligente. Senese, contradaiolo del Drago, diploma al liceo classico “Piccolomini” (qualche settimana fa era alla festa del Liceone, omaggiato dagli ex liceali), laurea a Siena, da giovanissimo avvocato venne assunto all’ufficio legale della banca Monte dei Paschi, di cui divenne il responsabile fino alla pensione.

Venne poi nominato Provveditore della neonata Fondazione Mps, al tempo di Giovanni Grottanelli de’ Santi, due senesi doc, due galantuomini. Si dimisero a breve giro perchè non condividevano, dissero, le pressioni politiche. Si è visto poi come andò a finire.

In parallelo, Giannelli sin dagli anni Ottanta aveva iniziato a collaborare con i giornali, all’epoca si firmava come EmGia. Celebre il corteggiamento che gli fece Eugenio Scalfari perchè firmasse le sue vignette su La Repubblica. Lo fece dal 1982 fino al 1991, poi il passaggio al giornale di via Solferino dove, da 35 anni, ogni giorno, pubblica il suo punto di vista sulle cose del mondo con una vignetta. Un disegno a matita capace di far sorridere e pensare il lettore. Un disegno che prima arrivava in redazione via fax e oggi viene scansionato e inviato via mail dalla sua tenuta a Trecciano, nel comune di Sovicille (Siena).

Stamani ad esempio, era dedicata ai 4 anni di guerra in Ucraina, con un Volodymyr Zelenskyj intento a soffiare tristemente su una torta con 4 candeline. Chissà se il maestro dell’umorismo avrà pensato anche alla sua, di torta.

Per condividere e interpretare i suoi “editoriali” disegnati è nata anche una pagina Facebook “Capire Giannelli” che conta migliaia di follower che discutono, e sorridono, ogni giorno grazie al suo disegno.

Sempre sorridente, arguto, brillante, non ha mai negato a nessuno una vignetta. «Sono il bancomat della vignetta», dice scherzando a chi lo avvicina per una richiesta.

Anche noi, qualche volta abbiamo abusato della sua gentilezza e maestria. Ogni volta ci ha sorpresi e divertiti. Come quando gli chiesi se poteva fare una vignetta per la rivista (allora si stampava ancora) dei giornalisti, edita da Ordine e Associazione stampa. Non parlammo del contenuto e non poteva sapere cosa avremmo scritto. Ma le sue vignette furono non solo centrate ma, purtroppo, ancora attuali.

Auguri, Maestro. E buona vignetta, domani sarà la prima cosa che andremo a vedere.

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