SIENA – Mercato in fermento in attesa che Mps sveli i piani futuri per Mediobanca.
Lo farà tra domani (cda in programma) e venerdì (con la conference call con gli analisti).
Al centro la fusione tra le due realtà, con piazzetta Cuccia che continuerà a esistere come realtà autonoma dentro il Gruppo, ma dirà addio alla Borsa dopo 70 anni. L’operazione è uno scambio “carta contro carta”, ovvero un semplice baratto di azioni senza esborso di contanti.
Gli analisti non prevedono sorprese clamorose. “Il rapporto di concambio non si discosterà molto da quello proposto nell’Opas del 2025, senza regali o premi extra. Tanto la fusione si fa”, taglia corto un broker contattato da Radiocor. Da settimane il mercato scommette su Mediobanca, che oggi guida il Ftse Mib con un balzo del 4,5% a 19,65 euro per azione, seguita a ruota da Mps (+4,2% a 8,83 euro). I prezzi restano però lontani dai picchi di settembre, quando Mediobanca sfiorò i 22 euro dopo la chiusura dell’Opas e Mps valeva il 10% in meno di oggi.
Il nodo cruciale è proprio il prezzo. L’Opas allestita dall’ad Luigi Lovaglio offriva 2,533 azioni Mps più 0,90 euro in contanti per ogni azione Mediobanca.
Ai corsi attuali, equivale a circa 22,21 euro contro i 19,65 euro di Mediobanca: un “sconto” del 12% rispetto all’Opas (al netto del contante). Lo spread si è ristretto nelle ultime tre settimane (era al 20% a inizio febbraio), grazie al recupero di Mediobanca.
L’operazione prevede l’incorporazione di Mediobanca in Mps. La banca milanese uscirà dalla Borsa, ma Mps manterrà la sua quota del 13,2% in Generali, un asset prezioso. L’obiettivo? Sinergie per 700 milioni di euro. Il concambio sarà certificato da advisor indipendenti (possibilmente condivisi), consigli sindacali e revisori, prima dei voti dei cda e delle assemblee degli azionisti. Non è un’Opa classica, ma una fusione tra quotate, senza premio per il controllo e con correzioni per i dividendi già pagati (in date diverse).
Il mercato si aspetta un valore simile a settembre, ma con rischi: se troppo basso, i soci minoritari di Mediobanca (quasi il 14% di flottante) potrebbero ribellarsi. Un riferimento indiretto è il regolamento Consob per gli obblighi di acquisti, considerato che il prezzo si basa sul massimo tra il picco degli ultimi 12 mesi e la media ponderata dei 6 mesi precedenti, che punta proprio all’Opas.
I tempi? Lunghi: consulenze, cda e assemblee slitteranno probabilmente all’estate o oltre.







