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MARCIANO DELLA CHIANA (AR) – Uno spazio confiscato torna a essere luogo da abitare. 18 appartamenti, 21 box e un investimento superiore ai 500 mila euro: questi i numeri del progetto di rigenerazione urbana e sociale che il comune di Marciano della Chiana ha avviato per i beni confiscati alla mafia nel proprio territorio comunale.

Le case saranno destinate a diventare residenze per giovani coppie, cohousing per anziani autosufficienti, un centro diurno per anziani con disabilità e studi medici. 

L’investimento della Regione Toscana

La vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop ha visitato nei giorni scorsi il cantiere di Marciano della Chiana. Quella di Marciano è stata una delle prime tappe del suo tour istituzionale nei cantieri dei beni confiscati, che proseguirà giovedì 19 marzo nel comune di Bagno a Ripoli, località Meoste (FI). 

L’impegno della Regione arriva in occasione del 30esimo anniversario della legge 109/96 sui beni confiscati: l’investimento sarà di 600mila euro. Questo l’impegno del presidente Eugenio Giani e della vicepresidente Diop, che cura la delega alla cultura della legalità. 

Marciano della Chiana

Con il progetto sui beni confiscati, Marciano della Chiana punta a trasformare un luogo simbolo di criminalità e potere in uno spazio di coesione e comunità, risemantizzando gli spazi confiscati, facendoli tornare luoghi di tutti e per tutti. 

Una rigenerazione sociale e aggregativa, che arriva dopo un iter complesso, ma fondamentale per restituire alla comunità i propri luoghi e il proprio abitare. 

Il progetto di Marciano, parla la sindaca Maria De Palma

“È la vittoria della legalità nei confronti dell’illegalità”, commenta la sindaca di Marciano della Chiana, Maria De Palma, che abbiamo intervistato in occasione del progetto di riqualificazione, a seguito del finanziamento da parte della Regione di 500mila euro per il lavori. 

“La Regione Toscana – continua la sindaca -, nella lotta contro la criminalità sta dando veramente un supporto enorme, sia a noi che a tutti i comuni che hanno avuto possibilità di partecipare al bando. Io, come sindaco di un piccolo comune, non avrei potuto avere le risorse per riqualificare questi beni. È stata un’opportunità importante”. 

Per quanto riguarda le tempistiche, la sindaca ha spiegato che hanno “dovuto aspettare che gli imputati fossero condannati per acquisire il 100% dei beni. L’iter, che è stato abbastanza complesso, va avanti circa dal 2019”. 

“Non si tratta di un singolo edificio, ma di cinque stabili diversi, di un’intera area che ha bisogno di essere riqualificata. Gli appartamenti sono quasi finiti, entro fine anno la gran parte dell’area sarà riqualificata e gli appartamenti saranno completati”, ha aggiunto De Palma. 

“Vogliamo destinare questi fondi innanzitutto alle giovani coppie con figli, che magari hanno un ISEE basso. Alcuni appartamenti saranno destinati ad ospitare un centro diurno, mentre un altro spazio diventerà un ambulatorio per medico di base, visto che nel nostro piccolo comune, fino a questo momento, non c’era stata possibilità di ospitarne uno. Infine gli altri stabili ospiteranno donne vittime di violenza. In questo caso specifico abbiamo previsto che gli appartamenti siano già arredati, in modo da poter accogliere i casi più urgenti”.

“Non fa ovviamente piacere sapere che, anche in un comune piccolo come Marciano, fosse arrivata la criminalità organizzata, e che ci fosse stato un simile abuso. Quindi questo progetto per noi è stata una vittoria su tutti i fronti: non solo dal punto di vista politico, ma anche simbolico. In questa amministrazione continueremo a lavorare e a lottare per la legalità”, ha concluso la sindaca. 

I beni confiscati in Toscana

I beni confiscati in Toscana raggiungono un totale di 687 (tra immobili e aziende), per la maggior parte siti tra le province di Pistoia (22%) e Arezzo (18%). Per il 75% sono gestiti da Comuni (8% dall’amministrazione statale), mentre il 37% è destinato a finalità sociali e i restanti a fini istituzionali e soddisfacimento creditori.

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