PIOMBINO – Il Governo ha ufficialmente prorogato la permanenza del rigassificatore Italis Lng (gestito da Snam) nel porto di Piombino, con un provvedimento inserito nel decreto Infrastrutture (Dl n. 32 dell’11 marzo 2026), pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Il testo stabilisce che gli impianti di rigassificazione di GNL in esercizio, con autorizzazione in scadenza entro il 31 dicembre 2026 e con istanza di rinnovo o proroga presentata entro il 30 giugno 2026, continuano a operare sulla base dell’autorizzazione originaria (inclusa l’AIA) fino al completamento del nuovo procedimento. In pratica, la nave resta lì a tempo indeterminato, o almeno finché non si troverà una soluzione alternativa.
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, aveva già anticipato la linea a fine febbraio: “Va prorogato, al momento non c’è alternativa pronta”. La decisione risponde alle esigenze di sicurezza energetica nazionale, in un contesto di forniture di gas ancora sensibili (la nave è operativa dal 2023 come terminale galleggiante temporaneo per il GNL).
Le opposizioni sul piede di guerra
La mossa ha scatenato la reazione durissima dell’opposizione. PD, M5S, Alleanza Verdi-Sinistra e altri la definiscono un vero e proprio “blitz” del Governo Meloni: un intervento calato dall’alto senza concertazione con il territorio, senza nuove compensazioni per la città e le imprese locali, e in palese contraddizione con gli impegni presi nel 2022-2023 (quando l’autorizzazione era stata concessa per un massimo di tre anni, con scadenza a luglio 2026). Il Pd parla di “schiaffo a Piombino” e di delegittimazione persino del sindaco Francesco Ferrari (di area centrodestra), da sempre contrario a un prolungamento indefinito.
La Regione Toscana chiede subito compensazioni
Anche la Regione Toscana aveva più volte ribadito il no a proroghe oltre il 2026, ricordando con il presidente Eugenio Giani che “la Toscana ha già dato” e spingendo per compensazioni mai arrivate pienamente. I comitati No rigassificatore e diversi sindaci della costa toscana (da Livorno a Castiglione) protestano da mesi, e annunciano mobilitazioni. Snam, dal canto suo, aveva chiesto formalmente una proroga di almeno 30 mesi solo per il tempo tecnico di spostamento della nave, ma ora il decreto va ben oltre, rendendo di fatto sine die la permanenza attuale.
Il rigassificatore resta dunque al centro di uno scontro politico acceso: da un lato la priorità nazionale al gas (strategica in assenza di alternative immediate), dall’altro le proteste locali per impatto ambientale, occupazione del porto e mancata rimozione come pattuito. La partita, almeno per ora, la vince Roma.







