Presidio di cittadini e giornalisti domani giovedì 19 marzo in piazza Bernabei a Firenze di fronte alla storica sede di produzione Rai. La motivazione è la notizia della recente messa in vendita dell’edificio, costruito negli anni Sessanta.
All’incontro sono stati invitati autorità, amministratori pubblici, colleghi giornalisti e le altre organizzazioni sindacali.
Salviamo Firenze
“La sede Rai di Firenze è in vendita. Firenze non può permettersi di perdere l’ennesimo luogo di lavoro, l’ennesimo edificio prestigioso, una sede che per decenni ha prodotto cultura di qualità a livello cittadino e nazionale”, così il comitato “Salviamo Firenze per viverci” che aderisce al presidio indetto da Associazione Stampa Toscana, Comitato di redazione e assemblea dei redattori della Tgr Rai della Toscana.
“Invitiamo la cittadinanza a partecipare – scrivono – affinché la Rai ritiri la procedura di vendita. Chiediamo invece agli Enti locali uno sforzo suppletivo. Non perdano anche questa occasione nel difendere un patrimonio della città. Serve una loro risposta forte e non formale. La politica che pensa al bene comune ha bisogno di protagonisti lungimiranti e non di guardare solo al presente”.
Il Sindacato
Il presidio è convocato dall’Associazione Stampa Toscana che , in una nota, si dichiara al fianco del Cdr e dei colleghi della RAI della Toscana “nella difesa della storica sede, ora arricchita dai nuovi investimenti sulla radio. Ast, insieme al Cdr, è pronta a manifestare e a intraprendere ogni iniziativa necessaria a salvaguardare la sede RAI, considerata anche patrimonio di Firenze”.
I giornalisti Rai
All’unanimità l’assemblea della TgR RAI della Toscana ha approvato un documento in cui si legge che “L’assemblea di redazione della Tgr Toscana respinge fermamente tale decisione del Cda della RAI, sottolineando l’importanza storica e artistica dell’edificio costruito negli anni Sessanta, su progetto dell’architetto Italo Gamberini, proprio per accogliere il centro di produzione radiofonico”. “I recenti investimenti – prosegue la nota – con il rinnovamento tecnologico delle regie tv/radio e la presenza di apparati tecnici difficilmente trasferibili rendono l’idea della vendita ancora meno praticabile, a meno di ingenti ulteriori spese da parte dell’azienda. Perché non adattare alcune parti dell’edificio sottoutilizzate ad altri usi da parte di soggetti pubblici o privati che potrebbero essere certamente interessati, ottimizzando al contempo gli atri spazi per le esigenze produttive attuali della sede RAI fiorentina?”.
Anche il Corecom della Toscana si schiera al fianco della mobilitazione. “Si tratta – ha affermato il presidente Marco Meacci – non solo di un immobile di grande pregio architettonico, ma di un punto di riferimento importante per l’informazione e per i cittadini di tutta la regione. Per questo auspichiamo un ripensamento da parte dell’Azienda al fine di non sacrificare quello che è un patrimonio del servizio pubblico per Firenze e per la Toscana”.







