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FIRENZE – La gestione dell’acqua nella Toscana centrale entra in una fase storica.

Il Tribunale civile di Firenze, con sentenza del 10 marzo, ha sancito il pieno controllo pubblico sull’intero settore, ponendo fine a una lunga disputa tra le società pubbliche di Alia-Plures e il partner privato Acque Blu Fiorentine, controllata da Acea.

Il verdetto obbliga il socio privato a cedere il 40% delle quote di Publiacqua per circa 122 milioni di euro, più la restituzione di 8 milioni di dividendi ritenuti indebiti. Questo porta la partecipazione pubblica al 98%, segnando – se confermata nei gradi di giudizio successivi – la fine del modello misto pubblico-privato introdotto alla fine degli anni ’90 con la legge Galli, che aveva privatizzato parzialmente i servizi idrici in Italia.

Un contesto di ripubblicizzazione dopo anni di battaglie

Per comprendere la portata della decisione, basta ripercorrere il dibattito nazionale e regionale sull’acqua, riacceso dopo il referendum del 2011 che bocciò la privatizzazione. In Toscana, la multiutility Alia-Plures – nata dall’unione di società pubbliche per rifiuti, energia e acqua – ha consolidato un modello integrato. La vertenza con Acea nasce da un blocco decisionale nel 2021, che ha attivato clausole contrattuali per il riacquisto delle quote, ora validate dal giudice. Non si tratta di un azionariato diffuso tra i cittadini, ma di un passaggio diretto alla multiutility pubblica, che rafforza il suo ruolo industriale.

Compromesso senza sconvolgimenti: Publiacqua resta nella galassia Plures

La sentenza accantona ipotesi radicali, come l’incorporazione totale dell’acqua in un ente autonomo (sostenuta da una parte della sinistra Pd) o la quotazione in Borsa della multiutility. Publiacqua rimane all’interno del gruppo Plures, accanto a rifiuti ed energia, preservando una logica integrata. I critici lamentano che questo mantenga dinamiche da società per azioni in un bene comune essenziale.

La Regione Toscana conferma ora la linea di un controllo fermo nei Comuni, respingendo le accuse di Acea e legittimando il progetto multiutility.

Reazioni politiche e sindacali: vittoria trasversale con nuovi interrogativi

La decisione è letta come un equilibrio vincente: consolida il progetto dei sindaci riformisti e risponde alle richieste di ripubblicizzazione. Cgil e Filctem Cgil plaudono, ma avvertono: “È solo un passo; le utility devono evolvere in piattaforme per transizione energetica, economia circolare e sviluppo territoriale”.

Il Movimento 5 Stelle vede un precedente per sbloccare altre vertenze toscane. Acea ha annunciato ricorso, con possibile richiesta di sospensione.

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