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FIRENZE – “Questa non è solo la mia storia. È una richiesta di dignità, che spero un giorno non debba più essere conquistata, ma semplicemente rispettata”.

E’ il messaggio testamentale affidato all’associazione Luca Coscioni lasciato da Libera (nome di fantasia), la donna paraplegica toscana di 55 anni che mercoledì ha scelto di morire con il suicidio assistito.

Dopo alcune controversie tra gli avvocati della donna e l’azienda sanitaria locale, che si era rifiutata di procedere con la pratica, era iniziato un lungo percorso giudiziario durato due anni, seguito proprio dall’associazione Luca Coscioni.

La mancanza di uno strumento per la somministrazione

Libera si era rivolta al tribunale di Firenze, che aveva sottoposto il suo caso alla Corte Costituzionale, chiedendo di rendere legale l’eutanasia. La Corte aveva ribadito il divieto di eutanasia, motivandolo però col fatto che in quel caso specifico non erano state fatte sufficienti verifiche sull’esistenza o meno di strumenti con cui lei avrebbe potuto somministrarsi il farmaco da sola, ricorrendo cioè al suicidio assistito.

Fine vita, Libera ha avuto il dispositivo di autosomministrazione

A quel punto la vicenda si era ulteriormente allungata, perché era iniziato un lungo processo per trovare un modo di permetterle di somministrarsi il farmaco letale in maniera autonoma.

La decisione del tribunale di Firenze

A quel punto il tribunale di Firenze aveva incaricato il CNR di costruirlo entro 90 giorni. Dopo una proroga dei tempi, il CNR aveva infine costruito il macchinario – il primo di questo genere in Italia – e lo aveva consegnato alla USL Toscana Nord Ovest, l’azienda sanitaria locale di riferimento per Libera.

Quindi il test proprio su di lei, attraverso la somministrazione di soluzione fisiologica (una miscela di cloruro di sodio e acqua) al posto del farmaco letale. Il test a casa di Libera, in Toscana, in presenza del personale del CNR, che poi aveva riportato il dispositivo nei propri laboratori per gli ultimi accertamenti. Mercoledì l’iniezione letale.

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