Gianluca Vinci, presidente della commissione d'inchiesta bis
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Nuova accelerazione sulla vicenda della morte di David Rossi. Il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta bis sulla morte dell’ex capo comunicazione di banca Mps, ha annunciato che è in programma una nuova audizione.

Questa volta l’indagine della Commissione parlamentare vira decisamente verso una destinazione da più parti indicata ma mai veramente percorsa. Le possibili connessioni tra la morte di Rossi e la criminalità organizzata, in particolare la ndrangheta.

«Abbiamo avviato i contatti con l’Antimafia – ha detto all’Ansa Gianluca Vinci, presidente della Commissione, al termine dell’Ufficio di presidenza – per ascoltare il collaboratore di giustizia Angelo Salvatore Cortese“. L’audizione del collaboratore di giustizia si svolgerà con ogni probabilità in modalità protetta ma non è ancora stato deciso “dove e quando”, ha concluso Vinci.

Il direttore di banca di Viadana

Poi, Vinci ricorda che “nell’operazione ‘Aemilia’ il pentito aveva dichiarato che a Viadana c’era un direttore di banca che dava 100mila euro in 24 ore e senza garanzie agli affiliati alla ndrangheta. Vogliamo sentirlo perché non ci sono indicazioni di quale filiale si trattasse e vogliamo capire se corrisponde alla filiale con il libretto al portare riconducibile al numero 4099009, lo stesso numero trovato la sera del 6 marzo sul cellulare di Rossi”.

Viadana, in provincia di Mantova, entra sempre più spesso nella cronaca della vicenda sulla morte di David Rossi a partire dalla sponsorizzazione ufficiale che banca Mps dava alla locale squadra di rugby, ai rapporti che Rossi avrebbe o meno avuto con Giovanni Fava, commercialista ed ex parlamentare della Lega, originario proprio di Viadana. E alla testimonianza di un anonimo che indicava proprio un incontro tra i due proprio la sera del 6 marzo.

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“Pista mantovana, forse, è giusta”

Qualche settimana fa, a metà gennaio, l’avvocato della famiglia Rossi, Paolo Pirani aveva detto che la “pista mantovana va molto approfondita. Assolutamente è una pista giusta da approfondire a 360 gradi come sta facendo giustamente la Commissione. E va fatta verifica approfondita anche sulle attività di sponsorizzazione che David gestiva”.

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Due nuove perizie

Nella stessa riunione dell’ufficio di presidenza è stato poi deciso l’affidamento di due nuove perizie. La prima, affidata al tenente colonnello della Guardia di Finanza Alessandro Fagnani, è  relativa al numero 4099099, digitato dal telefono di Rossi la sera della sua morte. La porterà avanti  e servirà a capire se si tratta di una richiesta per ricaricare il cellulare, come stabilito dalla prima commissione d’inchiesta, o se è collegato a un libretto al portatore.

La seconda, incaricati lo psicologo forense Edoardo Genovese e il medico legale Robbi Maghi, dovrà  tratteggiare un profilo psicologico di David Rossi nella giornata del 4 marzo 2013, partendo dalla mail inviata a Fabrizio Viola e alle ferite autoinferte sulle braccia. Manghi invece si concentrerà sui fazzolettini macchiati di sangue e ritrovati nel cestino e sui bigliettini strappati recuperati nell’ufficio del manager.

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