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SIENA – Non era un mistero che dentro il cda di Mps le acque fossero turbolente.

Le dimissioni di Fabrizio Palermo, uomo di Caltagirone e già candidato ad amministratore delegato in caso di vittoria del cda uscente, sanciscono una divisione che rischia di produrre effetti su larga scala. E per di più in un momento decisivo per il Monte. Il consigliere si è dimesso “con decorrenza immediata, non condividendo le recenti determinazioni in materia di Governance”, recita la nota della banca.

Decisive le scelte quasi a senso unico (alla minoranza è andata solo una presidenza) adottate per la nomina dei comitati endoconsiliari. La lista Plt Holding e l’ad Luigi Lovaglio ha lasciato le briciole agli “avversari”. Mossa che potrebbe aver segnato il punto di non ritorno, anche se poi ci sarà da fare i conti con il portafoglio personale dei vari investitori.

Nel frattempo la lista del cda uscente dovrà rimpiazzare due consiglieri, perchè pochi giorni fa aveva lasciato anche Carlo Vivaldi, rimasto dentro il cda di Banca Mediolanum. Potrebbe così riaffacciarsi la possibilità di un ritorno dentro il consiglio di Alessandro Caltagirone, figlio di Francesco Gaetano.

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