Polizia in azione contro la rete neonazista
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PISA – Cinque pusher arrestati e altri 13 denunciati sono il bilancio di una maxioperazione antidroga a Pisa, condotta dalla polizia e coordinata dalla procura della repubblica, che nei giorni scorsi ha consentito, spiega la questura, di «disarticolare le dinamiche di spaccio nella zona della stazione ferroviaria centrale cittadina».

La sezione narcotici della squadra mobile ha nascosto 16 telecamere in diverse zone delle aree adiacenti alla stazione per studiare le dinamiche del piccolo spaccio quotidiano e l’analisi dei filmati ha permesso di individuare e descrivere ben 113 cessioni di sostanza stupefacente (hashish e cocaina) e di segnalare oltre 20 assuntori alla prefettura. I 18 pusher denunciati hanno tra i 23 anni e i 50 anni, sono tutti stranieri provenienti dall’Africa, da Guinea, Senegal, Tunisia, Gambia e Nigeria. Tre di loro sono stati arrestati in flagranza di reato, mentre due sono finiti in carcere in esecuzione di altrettante misure cautelari.

Le misure cautelari disposte dal tribunale

Il tribunale ha disposto altre quattro misure cautelari non custodiali per altrettanti spacciatori. In flagranza di spaccio sono stati arrestati due tunisini di 46 e 27 anni e un guineano di 31 anni, mentre un tunisino di 29 anni e un senegalese di 31, sono stati arrestati perché gli inquirenti hanno documentato la loro attività di spaccio in prossimità delle scuole e il primo, già sottoposto al braccialetto elettronico per aver maltrattato la propria compagna, venendo a conoscenza delle esecuzioni degli interrogatori si è reso irreperibile danneggiando la cavigliera e fuggendo nel Senese dove è stato però rintracciato e arrestato pochi giorni dopo.

Lo sviluppo dell’indagine 

L’indagine coordinata dalla procura di Pisa e condotta insieme da carabinieri e polizia ha permesso di documentare una sistematica attività di spaccio nei luoghi della movida e rivolta per lo più ad acquirenti minorenni. Lo ha reso noto la procuratrice Teresa Angela Camelio, sottolineando che «la presenza stabile di attività di spaccio in questo contesto ha inciso sulla sicurezza, sulla vivibilità e sulla fruizione di uno spazio pubblico centrale».

Sulla zona di piazza delle Vettovaglie «le modalità operative emerse – ha aggiunto Camelio – restituiscono un quadro di piccolo spaccio sistematico, radicato e socialmente devastante, caratterizzato da spartizione delle aree, presenza costante per l’intero arco della giornata, capacità continuativa di approvvigionamento di diverse sostanze». Questa attività di spaccio, ha ricostruito la procura, «si inseriva in un contesto criminale più ampio e violento, nel quale il controllo del territorio era accompagnato da intimidazioni, sopraffazione e violenza, con un livello di pericolosità ben superiore al singolo episodio di cessione».

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