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FIRENZE – La giunta regionale guidata da Eugenio Giani presenta un pacchetto di tre provvedimenti pensati per sbloccare e potenziare lo sviluppo delle energie rinnovabili in Toscana, con un’attenzione particolare al fotovoltaico.

Si tratta di due leggi regionali (la disciplina sulle aree idonee e una norma di semplificazione) e del Piano regionale per le zone di accelerazione (Prizat), strumento che permette procedure autorizzative più rapide su aree “compromesse”.

L’analisi delle aree idonee: l’8% del territorio

Secondo la proposta varata in giunta, circa l’8% della superficie toscana sarà indicata come “idonea” all’installazione di impianti fotovoltaici: un 5% previsto dalla normativa nazionale e un ulteriore 3% aggiunto dalla legge regionale. Giani e l’assessore all’ambiente David Barontini sottolineano che la designazione non impedisce l’installazione di impianti nel restante 92% del territorio, ma riconosce alle aree identificate una procedura agevolata per autorizzare progetti.

Procedure accelerate e saltare la VIA in casi specifici

Nel pacchetto è inserito il Prizat, che mira a velocizzare l’iter autorizzativo per impianti in siti “compromessi”: cave dismesse, discariche chiuse, aree industriali o logistiche e coperture di edifici o parcheggi. Per queste zone, e a certe condizioni (misure di mitigazione e limiti definiti), la normativa prevede l’esclusione della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), con tempi ridotti e procedure semplificate per favorire la rapida entrata in esercizio degli impianti.

Semplificazione e cronologia normativa

La legge regionale sulle aree idonee era già pronta alla fine della scorsa legislatura, quando ipotizzava il 30% di territorio coinvolto. Una sentenza del Tar del Lazio e la nuova legge statale n. 4/2026 hanno però imposto criteri più stringenti, portando la proposta alla cifra attuale dell’8%. È attesa per la prossima giunta anche una terza legge, dedicata alla semplificazione amministrativa per snellire i rilasci autorizzativi.

Obiettivi di produzione: dal 51% al 66% di rinnovabili

Oggi la Toscana copre il 51% del proprio fabbisogno elettrico con fonti rinnovabili: 34% da geotermia, 11% da idroelettrico e solo il 6% combinato da eolico e fotovoltaico. Giani ha fissato l’obiettivo di portare la quota al 66% entro il 2030. L’eolico non è invece al centro di questi provvedimenti regionali: il presidente ha spiegato che per questa fonte servono interlocuzioni dirette con i soggetti interessati, con una preferenza per progetti off-shore.

Aree pubbliche, agrivoltaico e vincoli paesaggistici

La proposta individua come prioritarie le aree demaniali per favorire investimenti pubblici e prevede incentivi per agrivoltaico quando sia garantita la continuità dell’attività agricola e siano rispettati i requisiti tecnici che la Regione definirà. Restano esclusi dai progetti i siti soggetti a vincoli ambientali o culturali che impediscano la realizzazione degli impianti.

Partecipazione, trasparenza e monitoraggio

Il piano regionale delle zone di accelerazione sarà pubblicato nell’ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e resterà aperto a osservazioni per 60 giorni sul sito della Regione. Verrà inoltre pubblicata una mappa georeferenziata, aggiornata progressivamente, con lo stato delle autorizzazioni e degli impianti. La Giunta si è impegnata a una relazione annuale (entro il 30 giugno) per monitorare l’avanzamento verso gli obiettivi regionali e a verifiche periodiche della potenza installata rispetto ai target stabiliti.

Impatto territoriale: 157 comuni coinvolti

La legge sulle aree idonee interessa 157 dei 273 comuni toscani, sebbene, come ha ricordato Giani, la maggior parte delle superfici utili sia concentrata in circa trenta amministrazioni. I Comuni potranno proporre l’aumento della quota di superficie agricola utilizzabile per le rinnovabili e cartografie specifiche per ampliare le aree idonee a livello locale.

Controversie e ostacoli ancora presenti

Il pacchetto regionale nasce anche per sbloccare oltre 160 progetti rimasti fermi a causa di iter autorizzativi complessi, ricorsi e opposizioni dei comitati per la tutela del paesaggio. Secondo i dati di Terna citati dalla Regione, a fine aprile mancavano all’appello 239 MW rispetto agli obiettivi di potenza installata previsti dal Dl Aree idonee (Dl 175/2025, convertito nella legge 4/2026), anche se gli uffici regionali sostengono che quella potenza sia già autorizzata e resti solo da completare le opere.

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