ROSIGNANO MARITTIMO – Oltre 100 artisti e artiste per dieci giorni di eventi tra produzioni in prima, interventi site specific, maestri e maestre del palcoscenico, giovani talenti e progetti speciali.
E poi incontri, presentazioni, concerti, laboratori, installazioni, mostre e iniziative collaterali. Torna nel 2026 Inequilibrio Festival, l’osservatorio sulle nuove scene del teatro, della danza e della performance, a cura di Fondazione Armunia con la direzione artistica di Angela Fumarola, in programma dal 25 giugno al 4 luglio tra il Castello Pasquini di Castiglioncello – sede storica e cuore dell’iniziativa – e il borgo antico di Rosignano Marittimo, sulla Costa degli Etruschi (Livorno).
Il palcoscenico come spazio politico inclusivo, che apre i processi creativi allo sguardo del pubblico per accorciare le distanze tra i linguaggi dell’arte e le persone. È questa la suggestione che nutre la 29/ma edizione, con un programma di oltre 50 azioni di cui 13 tra prime assolute, prime italiane e anteprime.
IL PROGRAMMA
Si parte con i debutti: “La vita degli animali”, omaggio teatrale a Elizabeth Costello, iconico alter ego del Nobel per la letteratura J. M. Coetzee, interpretata dall’attrice e performer Elisa Pol (3 luglio).
“Rossocrepa”, azione performativa della danzatrice Sara Sguotti che osserva il corpo mutato dalla maternità (28 giugno).
“L’imperativo categorico” di Victoria Szpunberg, un’analisi tagliente della precarietà del presente (27 e 28 giugno).
“Entering the Bubble”, azione per spettatore unico di e con Claudia Catarzi (30 giugno e 1 luglio);
“Acqua Antica”, in cui la visionaria formazione Teatro Rebis rilegge la storia di Joyce Lussu: partigiana, scrittrice, traduttrice e poetessa, donna insottomettibile (3 luglio).
“Liturgia delle anime”, rituale di musica e voce di e con l’attrice e performer Ilaria Drago (30 giugno).
E poi Silvia Gribaudi presenterà “Amazzoni”: corpi che si spingono oltre i limiti fisici attraverso pratiche ispirate a rituali sciamanici femminili, donne che abitano la propria forza per una riflessione su genere e potere in dialogo con le danzatrici Marta Olivieri, Martina La Ragione, Sara Sguotti, Susannah Iheme e Vittoria Caneva (30 giugno).
Dall’antichità viene anche la suggestione che anima “Le Palestriti” di Simona Bertozzi, rara rappresentazione di agonismo femminile dell’antichità che esalta la necessità di convergere e deflagrare in un atto di affermazione collettiva (27 giugno).
Da non perdere “Il fiore esploso”, indagine di e con Luca Scarlini e Cristina Abati sulla figura di Florbela Espanca, artista che nel Portogallo della dittatura di Salazar rivendicava, con i suoi sonetti, il diritto delle donne al desiderio, all’ambizione e alla disperazione (3 luglio).
Infine “Offro io”: Antonella Questa in scena con una riflessione ironica e feroce sul valore delle persone in una società che misura tutto in denaro (26 giugno).
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