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SIENA – Non è stato accompagnato da un boato il drappellone realizzato da Ismaele Nones. L’oggetto dei desideri delle dieci contrade che correranno il Palio del 2 luglio.

A illustrare l’opera è stato Davide Ferri, curatore e critico d’arte. Ferri ha spiegato che il drappellone è concepito come un’unica immagine suddivisibile, per una lettura più agevole, in tre sezioni — superiore, centrale e inferiore — ciascuna ricca di riferimenti simbolici e iconografici alla storia e alla tradizione senese.

La parte superiore: la Madonna di Provenzano e San Francesco

Al centro della parte superiore campeggia la Madonna di Provenzano, ritratta con corona e lamina d’argento ottocentesca che funge da manto. L’artista ha sfruttato questa lamina, priva di decorazioni distintive, come spazio narrativo: su di essa è collocata la figura di San Francesco, in occasione dell’ottocentesimo anniversario della sua morte. San Francesco è rappresentato insieme al frate Benedetto da Piratro durante la dettatura del “Piccolo testamento di Siena” del 1226, documento che sancisce il forte legame storico tra il santo e la città. Intorno a loro volano uccelli, immagine ormai iconica nella raffigurazione del Santo.

I cavalli e la simbologia cittadina

Sotto la Madonna due cavalli, uno bianco e uno nero, danzano e lottano in un cielo terso. I colori richiamano la leggenda delle origini della Balzana, collegata ai cavalli dei fratelli Senio e Ascanio. Nones privilegia qui un’immagine giocosa più che agonistica: i cavalli, pur differenti e quasi speculari, si completano a vicenda, suggerendo che la competizione affonda le radici nel piacere del gioco. La danza degli animali è rappresentata sopra un ricco pavimento che evoca idealmente una grande piazza; il pattern deriva dalla Sala del Pellegrinaio del Santa Maria della Scala. Sul muro di fondo compare la data del Palio: 2 luglio 2026.

La città e il territorio

Al di sotto della piazza festosa si sviluppa una cinta muraria su cui sono raffigurati i Terzi della città, lo stemma del Sindaco e, al centro, la Balzana di Siena. Le mura si ergono sopra un paesaggio di colli che richiama il profilo tipico del territorio senese, sottolineando il rapporto inscindibile tra la città e il suo intorno.

L’allegoria di Diana

Nella parte inferiore prende forma l’allegoria di Diana, ispirata al leggendario fiume sotterraneo che, secondo la tradizione, scorrerebbe sotto Siena. Diana è raffigurata con un’espressione ironica, quasi annoiata e rassegnata, figura sospesa tra mito, desiderio e memoria collettiva.

Le parole del sindaco

“La presentazione del Drappellone segna l’inizio del percorso che ci accompagnerà fino al Palio”, ha detto la sindaca Nicoletta Fabio. Per Fabio l’opera di Nones interpreta la tradizione come fonte viva di significati e dialoga con il presente: dai richiami al Pellegrinaio alla Diana, dai cavalli alla Balzana fino alla Madonna di Provenzano, ogni elemento contribuisce a una visione personale e coerente della città. Particolare rilievo la scelta di rappresentare i cavalli in un atteggiamento giocoso, che invita a riflettere sulla natura della rivalità nel Palio come fattore che rafforza i legami tra le Contrade.

Il giudizio del curatore

Davide Ferri ha definito Nones “uno dei principali esponenti della giovane pittura italiana” e ha sottolineato come il drappellone permetta all’artista di mettere a confronto la sua poetica con la tradizione. Ferri ha evidenziato la costruzione bidimensionale dell’immagine, la visionarietà che dialoga con la storia della pittura e la narrazione su fasce sovrapposte, con al centro i due cavalli sorvegliati dalla Madonna.

Le parole dell’artista

“Sono orgoglioso, e anche emozionato, di presentare il lavoro”, ha dichiarato Ismaele Nones. L’artista ha ringraziato la sindaca Nicoletta Fabio, la direttrice Michela Eremita, i collaboratori che l’hanno supportato nella logistica e nella realizzazione, le sarte e le istituzioni locali. Un ringraziamento particolare è andato ai cittadini di Siena per l’accoglienza ricevuta. “Viva il Palio. Viva l’arte”, ha concluso Nones.

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