convegno sulle medie imprese
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C’è ottimismo nelle medie aziende industriali italiane che guardano al 2026. Ma a mettere paura è l’incertezza globale.

Così il 25/o ‘Rapporto sulle medie imprese industriali italiane’ e lo studio su ‘Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica’ presentato a Siena, nella sede di banca Monte dei Paschi, e realizzati dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e da Unioncamere.

Nel nostro servizio nostre interviste ai protagonisti. Abbiamo intervistato anche il rettore dell’Università di Siena Roberto di Pietra sull’ipotesi Opas di Intesa San Paolo su Mps.

Se per fine anno le aziende prevedono infatti una crescita del 2,5% del fatturato e del 2,7% delle loro esportazioni, l’incertezza globale potrebbe frenare le prospettive sull’attività più a lungo termine per oltre 7 imprese su 10.

Nell’arco dei 29 anni osservati dal Rapporto, il segmento è cresciuto da 3.377 a 3.491 aziende, il giro d’affari complessivo è salito del 178,3%, le vendite oltreconfine del 290,7% e l’occupazione del 47,2%. Secondo il presidente di Unioncamere Andrea Prete i numeri indicano che le medie imprese industriali italiane sono “uno dei pilastri più solidi del nostro sistema produttivo, per capacità competitiva, presenza nelle filiere e apertura ai mercati esteri”. Per questo occorre incoraggiarne la crescita con “politiche industriali, strumenti finanziari e servizi territoriali “.

Medie imprese, prospettive di crescita del 2,5%. Ma pesa l’incertezza globale. Rapporto di Mediobanca

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