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MILANO – Non sarà un’operazione lampo, ma il cantiere per la nascita del terzo polo bancario italiano resta aperto e operativo. Per mettere a punto l’ipotesi di fusione tra Banca Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm occorreranno ancora “alcune settimane”.

A rivelarlo è l’agenzia Bloomberg, che cita fonti anonime a conoscenza diretta del dossier.

Data la complessità dell’operazione, i tecnici e gli advisor finanziari delle due banche sono al lavoro su un’architettura complessa: l’ipotesi sul tavolo è quella di un merger of equals (una fusione alla pari), strutturato attraverso una combinazione di azioni e contanti.

L’obiettivo della struttura finanziaria allo studio sarebbe quello di garantire agli azionisti di entrambi gli istituti una partecipazione finale che rifletta, in linea di massima, le attuali valutazioni di mercato dei due gruppi. In questo schema, si starebbe cercando di includere anche una componente per cassa destinata in modo specifico agli investitori di Rocca Salimbeni.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, un’eventuale integrazione permetterebbe di raggiungere un duplice obiettivo strategico: da un lato preservare l’autonomia e l’integrità di Montepaschi, scongiurando il rischio di uno smembramento dell’istituto senese; dall’altro dare vita a un nuovo gigante del credito, un terzo polo bancario nazionale capace di competere direttamente con i due colossi Intesa Sanpaolo e Unicredit.

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