Cresce l’economia toscana ma rallenta rispetto al 2025. E non in maniera omogenea, con alcune aree che trainano e altre meno. Cala il Made in Italy, bene l’export e il farmaceutico. Crescono gli occupati.
Sono alcuni dei dati presentati da Irpet sulla congiuntura economica relativamente al I trimestre 2026.
Dipendenti in Toscana
Crescono del +1,1% gli occupati in Toscana rispetto allo scorso anno e si attestano intorno a 1,350mila unità. Una crescita più contenuta della variazione annua 2025-2024 quando si era attestata al +1,8%.
L’andamento è sostenuto dalle costruzioni (+1,8%) e terziario privato (+1,5%), mentre cresce debolmente l’industria (+0,4%) e arretra il cosiddetto “Made in Italy” (-1,5%).
I numeri assoluti dicono che quasi 600mila addetti sono impiegati nel terziario (quasi la metà di tutti i dipendenti toscani), 339mila nell’industria, 296mila nella PA-istruzione e sanità. Seguono i 147mila del settore servizi turistici e 144mila del logistico e trasporti. In agricoltura sono impiegati 37mila unità.
Ad aumentare è il dato dei dipendenti nel terziario di servizi turistici con +2,1%, anche se meno rispetto alla dinamica annuale (+3,1%).
“Economia ancora in crescita ma rallenta”
Secondo Irpet “i dati del I trimestre 2026 restituiscono l’immagine di un’economia regionale ancora in crescita, ma in rallentamento. E attraversata da divari territoriali più marcati. L’occupazione dipendente continua ad aumentare, seppure a ritmi più contenuti rispetto al 2025. La crescita è sostenuta soprattutto da costruzioni e terziario privato, mentre l’industria resta debole e il Made in Italy arretra, penalizzando in particolare i territori più specializzati nei comparti della moda. Le esportazioni mantengono una dinamica positiva, ma meno intensa rispetto al 2025 e fortemente condizionata da pochi settori trainanti, in particolare la farmaceutica, oltre che da alcuni fenomeni di natura logistica e organizzativa. Ne deriva una geografia provinciale molto polarizzata, con risultati favorevoli in alcune aree e flessioni significative in altre”.
Discorso a parte merita il turismo. “Il turismo – scrive Irpet – conferma una traiettoria espansiva. Le presenze crescono nel 2025 e accelerano nel primo trimestre 2026, grazie soprattutto alla domanda straniera e alle destinazioni più internazionalizzate, mentre restano più fragili alcuni territori dipendenti dalla domanda domestica e da prodotti turistici più maturi.
I dati per aree
A guidare la crescita in questi primi mesi del 2026 è Pistoia (+2,0%), seguita da Lucca (+1,8%) e Massa Carrara (+1,7%). Prato è l’unica provincia in calo (1,1%), dato il forte peso del tessile e dell’abbigliamento, entrambi in flessione.
Se si osservano i singoli territori , Irpet evidenzia le seguenti dinamiche.
1 Massa Carrara registra una variazione tendenziale del primo trimestre del +1,7%, superiore alla media regionale. L’industria cresce del +2,6%, molto più della media regionale. Nei settori di specializzazione industriale pesano positivamente la cantieristica navale (+7,2%), le macchine e apparecchi (+4,1%) e l’alimentare (+4,8%); continuano invece le difficoltà del marmo (-3,7%) e dei prodotti in metallo (-0,5%). Il terziario privato cresce dell’+1,0%, con servizi turistici a +2,5%.
2 Nella provincia di Lucca, il totale aumenta del +1,8%. L’industria registra +2,3%, sostenuta da carta e stampa (+2,0%), macchine e apparecchi (+3,3%) e cantieristica navale (+1,8%). Restano negativi marmo (-4,6%) e gomma-plastica (-0,4%). Le costruzioni crescono del +3,2% e il terziario privato del +2,0%; i servizi turistici sono a +1,4%.
3 A Pistoia la variazione totale è la più alta tra le province (+2,0%). L’industria nel complesso cresce del +2,3%, ma i settori di specializzazione industriale restano deboli (-0,8% nel totale), con calzature a -5,3%, abbigliamento a -0,9%, tessile a -0,2% e mobili a -0,4%; fanno eccezione i mezzi di trasporto (+2,3%). Il terziario privato cresce dell’+1,8% e l’agricoltura del +2,4%, mentre le costruzioni sono stabili.
4 A Firenze la crescita nel trimestre è +1,2%, al di sotto della media regionale. L’industria aumenta dello +0,8%, ma il Made in Italy arretra (-1,0%). Tra le specializzazioni, pelletteria e calzature (-1,2%) e prodotti in metallo (-1,4%) restano in negativo, mentre crescono macchine e apparecchi (+3,6%), farmaceutica (+4,2%) e gomma-plastica (+1,6%). Il terziario privato registra +1,3%, con servizi turistici a +2,0% e ingrosso, trasporti e logistica a +1,5%.
5 Livorno registra +1,6%. Le costruzioni mostrano l’aumento più elevato tra i grandi settori provinciali (+5,8%), mentre l’industria cresce dell’+1,5% e il terziario privato dell’+1,4%. Nei settori di specializzazione industriale sono positivi i mezzi di trasporto (+4,2%), l’alimentare (+1,1%) e gomma-plastica (+0,9%); resta in calo la metal lurgia (-3,7%) e la chimica è lievemente negativa (-0,1%). I servizi turistici crescono del +3,2%.
Nella provincia di Pisa il totale aumenta del +0,9%, meno della media regionale. L’industria è ferma (0,0%), ma nei settori di specializzazione il totale è negativo (-0,7%): la concia è stabile (0,0%), mentre perdono mezzi di trasporto (-1,9%) e calzature (-2,2%). Crescono mobili (+1,3%) e chimica (+1,5%). Il terziario privato, invece, cresce in misura superiore alla media (+2,3%), sostenuto da servizi turistici (+3,4%) e ingrosso, trasporti e logistica (+4,8%).
Arezzo ha una variazione del +1,4%. L’industria cresce dello +0,8%, ma il Made in Italy diminuisce (-1,2%). Tra le specializzazioni, l’oreficeria cala del -2,8%, pelletteria e calzature del -1,7% e i prodotti in metallo del -0,3%; sono positivi macchine e apparecchi (+4,8%) e alimentare (+0,9%). Il terziario privato cresce del +2,2%, con buoni ri sultati per servizi alle imprese (+6,7%) e commercio al dettaglio (+2,8%), mentre l’agricoltura diminuisce del -2,7%.
Siena registra una variazione complessiva del +0,8%. L’agricoltura è in calo (-1,2%), mentre industria (+0,9%), costruzioni (+1,4%) e terziario privato (+1,3%) restano positivi ma con incrementi contenuti. Nei settori di specializzazione industriale il totale cresce del +1,1%, grazie soprattutto all’alimentare (+3,7%) e ai mezzi di trasporto (+0,8%); sono invece negativi farmaceutica (-1,0%), pelletteria (-0,3%) e prodotti in metallo (-1,6%). Nei servizi, il terziario avanzato cresce del +2,1%, mentre i servizi alle imprese calano del -2,4%.
Grosseto mostra una crescita complessiva del +1,2%. L’agricoltura è in lieve calo (-0,8%), mentre industria (+1,0%), costruzioni (+3,8%) e terziario privato (+1,5%) sono positivi. Tra le specializzazioni industriali il totale è quasi fermo (+0,2%): crescono i mezzi di trasporto (+2,9%) e l’alimentare (+0,8%), mentre sono negativi la chi mica (-5,3%), i prodotti in metallo (-0,8%) e le macchine e apparecchi (-0,2%). I servizi turistici aumentano del +2,7%.
Nella provincia di Prato, infine, il totale è in calo (-1,1%) ed è l’unico risultato provinciale negativo. L’industria diminuisce del -3,3% e il Made in Italy del -3,7%; le specializzazioni industriali segnano complessivamente -4,0%, con flessioni in abbigliamento (-5,2%), tessile (-1,9%), metalmeccanica (-2,0%), pelletteria (-8,3%) e stampa (-2,9%). Le costruzioni restano positive (+1,1%), mentre il terziario privato è quasi fermo (+0,2%).
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I dati dell’export
Dopo la forte crescita registrata nel 2025 (+12,6% al netto dei metalli preziosi e dei prodotti della raffinazione petrolifera), nei primi tre mesi del 2026 le esportazioni toscane hanno mantenuto una dinamica positiva (+4,5%), seppure con un ritmo di crescita più contenuto. Il rallentamento si inserisce in un contesto internazionale progressivamente meno favorevole, caratterizzato dall’acuirsi delle tensioni geopolitiche e commerciali che hanno interessato alcuni dei principali mercati di destinazione delle produzioni regionali.
Dal punto di vista settoriale, anche nel primo trimestre del 2026 la crescita dell’export è stata sostenuta soprattutto dai prodotti farmaceutici, il cui contributo continua tuttavia a riflettere, oltre all’andamento produttivo, specifiche modalità organizzative e logistiche delle multinazionali presenti sul territorio.
È inoltre proseguito il recupero delle produzioni del lusso, in particolare dell’abbigliamento, della pelletteria e delle calzature, già emerso nella seconda parte del 2025, mentre è continuato il ridimensionamento delle esportazioni di gioielli dopo l’eccezionale espansione osservata tra la fine del 2023 e l’inizio del 2025.
Più debole è rimasta, invece, la dinamica di alcuni comparti tradizionali dell’industria regionale, tra cui il tessile, la carta, parte della meccanica distrettuale e l’agroalimentare, quest’ultimo ancora penalizzato dalla riduzione dei prezzi, soprattutto dell’olio e del vino.







