capriolo«Accogliamo con stupore e preoccupazione la decisione dell’Ispra di autorizzare l’abbattimento di 6mila caprioli a fronte degli oltre 9mila richiesti per l’anno 2016-2017». Così Gianluca Cavicchioli, direttore dell’Unione Provinciale Agricoltori di Siena, commenta la scelta dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale di effettuare una riduzione sui piani di prelievo del capriolo in provincia di Siena. «Non condividiamo in maniera assoluta questa scelta – prosegue Cavicchioli – che ancora una volta non tiene conto delle istanze degli agricoltori e mette a repentaglio le nostre produzioni. I danni alle nostre attività provocati dai caprioli sono stati circa 800mila euro solo nello scorso anno e avevamo richiesto l’abbattimento di circa il 25% dei capi presenti sul territorio. Il capriolo, ancor più del cinghiale, è la specie che provoca maggiori danni ai vigneti e siamo oggi già in ritardo con gli interventi di abbattimento che avremmo già dovuto iniziare. Avremmo davvero la necessità e la curiosità, che l’Ispra ci spiegasse il perché di questo comportamento. Alla risposta, oltre a noi, saranno certamente interessati e la Regione Toscana e l’Atc Siena che ha rimarcato fortemente il proprio disappunto. Il rischio è infatti anche quello che i buoni propositi della legge obiettivo regionale per il contenimento degli ungulati vadano in fumo. Vorremmo che tutti gli attori di questo importante scenario, operassero con buonsenso e condivisione. Ridurre gli animali è una necessità di tutti: per l’ambiente, perché un numero eccessivo di selvatici danneggia i boschi e gli altri animali; per gli stessi animali, perché ben sappiamo che una debordante popolazione facilita la diffusione di malattie; per i cittadini, sempre più a rischio di gravissimi e pesantissimi incidenti stradale e certamente per le nostre aziende. Confidiamo che Ispra possa tornare sui suoi passi; che gli uffici regionali deputati alle istruttorie possano ottimizzare le procedure e gli sforzi, che la politica possa ben ponderare le azioni evitando magari sterili ricorsi sulla legittimità o meno del numero degli ATC regionali. In attesa delle risposte – conclude il direttore di Upa Siena – continueremo ad essere attenti e severi osservatori e non mancheremo di richiamare, tutti, alle rispettive responsabilità».

 

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