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VIAREGGIO – “Fate largo. Spazio, spazio davanti”. L’annunciano poco prima di mezzogiorno come una diva. Per un secondo si pensa, con un pizzico di preoccupazione, che sia necessario preparare il posto a sedere per un’artista che l’età (ottanta anni compiuti) ha reso fragile. Sbagliato.

Domenica 1° febbraio, Rita Pavone entra nella Galleria d’arte moderna e contemporanea quasi a passo di carica. Elastica e minuta, al di fuori dal tempo. La “zanzara” che nessuno ha mai afferrato, il Giamburrasca che tutti avremmo voluto essere, la ragazzina senza tempo dei Musicarelli, i film anni Sessanta costruiti intorno a una canzone.  Le sue hanno fatto epoca. Anzi storia. Le conoscono in tutto il mondo. Sono state incise in sette lingue. Rita Pavone è conosciuta ovunque.

Potrebbe  tirarsela come vuole. Invece vive in un bosco, è sposata da una vita con lo stesso uomo – Teddy Reno, il suo unico grande amore – e come è stata contattata dal Carnevale di Viareggio ha risposto subito sì. Anche se fra pochi giorni tornerà a Sanremo, con un collegamento. Lei che davvero ha fatto la grande televisione, quella dei varietà firmati da Antonello Falqui, il teatro importante. Tutto, insomma. E ora anche l’inno del Carnevale.

Un contatto franco, diretto. “Rita scusi, avrebbe voglia di scrivere e cantare la Canzone ufficiale della manifestazione?”. E che ci vuole? Eccola lì nello studio di registrazione, di nuovo, come sempre. Il suo ambiente naturale. Un ritmo che ti prende le gambe. E quando arriva a Viareggio a ritirare il premio Ondina d’oro – come non attribuirglielo, dopo questo dono alla città? – riesce a stare ferma pochi secondi. Come parte la canzone “Nel febbraio di un mattino” afferra il ragazzone mascherato da Burlamacco (la maschera futurista simbolo del Carnevale) e si mette a ballare. Alla fine, neppure il fiatone.

Di che cosa parla la canzone che ha scritto per il Carnevale?

Parla di due persone che si perdono durante il Carnevale, al corso, tra la folla. Poi si ritrovano quando pensano di non riuscire più a incontrarsi. Mi è parsa un’idea bella.

Era già venuta al Carnevale di Viareggio?

Non mi era capitato. Sono venuta a Viareggio tanti anni fa, ma questa del Carnevale è stata una bellissima proposta, mi ha affascinato. Spero di fare bene.

Quando è venuta per la prima volta a Viareggio?

Sono venuta a Viareggio (Lido di Camaiore, ndr) per la prima volta ai tempi della Bussola di Sergio Bernardini. Poi non sono più tornata. Non ci sono state altre occasioni. Fino a  oggi, per il Carnevale.

Quali sono i suoi prossimi impegni?

Ho televisione, tour, diversi impegni. Ora, a ridosso, ho un’intervista a “Verissimo” (il programma condotto da Silvia Toffanin su Canale5), poi ho una serata in Rai con Nunzia De Girolamo. E poi un collegamento con Sanremo, fra pochi giorni. Ora faccio quello che mi diverte.

Il premio Ondina 2026 è stato assegnato all’artista e alla donna Rita Pavone, non solo per il talento, gli incredibili successi nazionali e internazionali (50 milioni di dischi venduti nel mondo), ma anche per essere stata in grado di rompere schemi e abbattere pregiudizi con intelligenza. Quale contributo pensa di avere dato in questo senso?

Posso partire dalla mia vita privata: nel 1968 mi sono sposata con un uomo (Teddy Reno) con cui quest’anno festeggio 58 anni di matrimonio. A questa relazione non davano una lira, non mi davano una lira (Teddy Reno ha circa venti anni più di Rita e all’epoca del loro incontro era separato) e mi ricordo che mi dicevano: “Durerà il tempo di una canzone”. Altro che canzone: da quanto è durato, questo matrimonio si può definire un melodramma.

Alle nuove  generazioni  cosa consiglia per restare in forma come lei?

Vivere bene la propria vita, vivere la vita com’è, godersela, stare in mezzo alla natura. Io, ad esempio, vivo in mezzo a un bosco. L’importante, però, a mio avviso, è riuscire ad accettare quello che ci arriva.

E per avere buone relazioni, durature?

Io ho buone relazioni, perché ho quelle che voglio mantenere. Le altre non mi interessano.

Premio Ondina d’oro 2026 a Rita Pavone. Motivazioni

Icona intramontabile della musica e dello spettacolo italiano, che ha attraversato epoche, generazioni, linguaggi, con energia inesauribile, talento straordinario e autenticità rara- Voce potente e riconoscibile, capace di unire ironia, grinta e profondità emotiva Rita Pavone ha rappresentato sin dagli esordi uno spirito libero e anti-conformista, rompendo schemi e pregiudizi con intelligenza e determinazione.

La sua carriera, costellata di successi nazionali e internazionali, ha saputo parlare al grande pubblico, senza mai perdere personalità, diventando patrimonio condiviso della  cultura popolare italiana. Come il Carnevale di Viareggio, Rita Pavone incarna la forza della fantasia, il coraggio dell’ironia e la gioia di essere se stessi, anche controcorrente.

Per questo, con ammirazione e affetto, il Carnevale di Viareggio le assegna l’Ondina d’Oro (la maschera femminile del Carnevale di Viareggio, ndr), simbolo di vitalità, libertà espressiva e di amore per lo spettacolo.

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