Rapporto più chiaro con il consumatore, valorizzazione delle tante etichette toscane e, l’auspicio di una minore burocrazia. E’ un giudizio sostanzialmente positivo quello espresso dalla Cia Toscana sul testo di decreto legislativo che disciplina la tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri e che va a modificare la legge 164/92.


La riforma del vino – “Questo provvedimento era atteso da anni – afferma Gianni Brandani, responsabile settore vitivinicolo della Cia Siena – e rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso. Quello che è mancato è stata una maggiore concertazione tra i vari rappresentanti della filiera vitivinicola, in quanto si è proceduto un po’ per tappe forzate. Tuttavia la riforma ha permesso di adeguare la normativa italiana alla nuova Ocm (Organizzazione comune di mercato) dell’Ue e alle esigenze del settore, fornendo agli operatori uno strumento normativo più moderno e idoneo a recepire le dinamiche del mercato e al tempo stesso tutelare meglio le tipicità dei prodotti territoriali. Infatti – prosegue Brandani –, il decreto permette ampie possibilità di valorizzazione delle tante “etichette” della viticoltura toscana, in un rapporto più chiaro con il consumatore dove la trasparenza diviene, soprattutto per i piccoli produttori della Toscana, un elemento sempre più importante”.


Le novità – “Il decreto introduce una innovazione significativa sul ruolo dei Consorzi di Tutela, – afferma Alessandro Del Carlo, della presidenza della Cia Toscana, – affidando ad essi un compito più specifico e  congeniale  alle funzioni di tutela e valorizzazioni delle denominazioni, oltre a ridefinire il ruolo del Comitato Nazionale Vini secondo un criterio di maggiore razionalità nella composizione e nelle funzioni”. “Alcune preoccupazioni possono derivare dalle azioni di controllo per i costi e per la ulteriore burocrazia, per questo – afferma ancora Del Carlo , – chiediamo alla Regione Toscana di attivare il tavolo della filiera vitivinicola per affinare la strategia regionale in direzione della tutela della valorizzazione del sistema vitivinicolo toscano”. Sicuramente il provvedimento approvato costituisce un importante passo avanti per la riorganizzazione del settore vitivinicolo nel nostro paese e soprattutto per la Toscana,  che, come gli altri comparti dell’agricoltura, sta vivendo un momento di difficoltà. “Per questa ragione -conclude Gianni Brandani, è auspicabile una maggiore semplificazione, in modo che la burocrazia non vada a pesare ulteriormente sulle spalle dei produttori. Da qui l’esigenza che vengano al più presto varati i decreti attuativi per dare un quadro certo dove poter operare senza ulteriori intralci”.


Firenze

Articolo precedenteMps Tenimenti, un Vinitaly di successo e consensi per “Rosso 1472”
Articolo successivoSisti (Conaf) “Per la riforma puntiamo sui giovani”