Real-Madrid-drop-cross-from-logoHanno cercato di farla un pochino zozza, quelli del magno Real Madrid. Che essendo belli, ricchi, educati e profumati sono in genere i primi che alzano il ditino e ti insegnano a campare. Poi, siccome oggi ci sono i social network e tutte quelle robe occhiute, qualcuno gliel’ha fatto notare.
«Ohé… E dov’è finita la croce?».
«Quale croce?», hanno detto loro, cascando dalle nuvole.
«Oh Perdio… La croce che sta da almeno cinque secoli sulla corona del Re di Spagna. Che non a caso veniva chiamato il Re Cattolicissimo. E voi ve ne fregiate da quando siete nati…».
Venduta. Pare per compiacere il solito emiro dalla sponsorizzazione facile ma di gusti religiosi differenti.
Che è anche una cosina imbarazzante, a pensarci bene. Ma è pur vero che si vive in tempi di relativismo, e quando si parla di quattrini siamo diventati tutti di bocca buona. «Embè? Che avresti fatto tu al loro posto?», si dice. E con questo si giustifica tutto, perché in nome dei soldi tutto è diventato relativo, e quindi giustificabile. Si giustifica quello che rapina, quello che spaccia, persino quello che scanna la nonna e poi corre a scriverlo su facebook. Figuriamoci una croce in più sullo stemma del Real Madrid.
Ora, il discorso si fa un po’ particolare, e non riguarda solo una croce. Riguarda semmai la tradizione, che in Italia è materia scivolosa assai… Perché giri l’angolo e trovi sempre l’appassionato di storia che ti mette spalle al muro sul «Re Cattolicissimo», che te lo raccomando: quello dei massacri degli Indios in America Latina, del braccio armato della Controriforma e della Santa Inquisizione.
Ma questo discorso non c’entra niente con il Real Madrid, e la croce che è sparita. C’entra, invece, che ormai ci hanno comprato tutti, con la scusa che tutto è in vendita, basta fissarne un congruo prezzo. E in base a quello ti propinano il Napoli mimetico, la Juve come i Teletubbies e ti vendono gli abbonamenti allo SkyBox dello stadio, dove puoi seguire la partita in un televisore Hd full optional (partita che si gioca in quello stadio, e per vederla basterebbe girare la testa).
Oddio. La massa ridotta a pecora anche nel football. Dove, peraltro, la massa non ci guadagna niente se non emozioni (ed è un emozione anche vedere il tuo stemma, che è lì da più di un secolo). Un pubblico pagante, consenziente ed entusiasta, che manda giu qualsiasi nefandezza basta che gli compri Cristiano Ronaldo, Bale e Modric così vinci la Liga e fai «tiè» a quelli del Barcellona.
Pensa te.
Sarò strano, ma per me il football è proprio un’altra roba. Ma capitemi. Appartengo alla generazione che amava Gilles Villeneuve, che morì senza aver vinto mai niente. E quando arrivò Schumacher, cambiava canale.
Non è questione di una croce, o di una mezzaluna, o di un arabesco… E’ il segnale che comandano i soldi anche dove non dovrebbero comandare. E noi lì, pronti all’applauso, appena appare la scritta sul display.
Mah.

Articolo precedenteIncendio devasta azienda di legnami a Sansepolcro, il proprietario colto da malore
Articolo successivoProcesso Concordia, la Procura chiederà 22 anni per Schettino