Carabinieri Forestali sui luoghi dell'incendio al Monte Faeta
Tempo lettura: 2 minuti

Sarebbe responsabilità di due operai agricoli lucchesi il maxi incendio dei giorni scorsi che ha sconvolto il monte Faeta e i monti pisani. La seconda volta in otto anni, dopo l’altro incendio del 2018 che colpì il monte Serra.

Solo che la volta precedente si trattò di incendio doloso e il responsabile piromane si trova oggi a scontare la pena in carcere. Questa volta l’incendio sembra essere divampato per colpa dei due giardinieri, mista a negligenze e imperizia.

Martedì scorso (28 aprile) stavano bruciando gli sfalci di olivi in seguito alla potatura di un’oliveta. Ma lo stavano facendo, pare, a poco più di un metro dal bosco. Poi, se ne sarebbe andati a pranzo, convinti che il fuoco fosse spento. Quando sono rientrati hanno scoperto quel che era accaduto. Le fiamme si erano già propagate nel fitto e un vicino aveva già dato l’allarme. Poi, il vento ha fatto il resto.

A quanto riporta oggi Il Tirreno, già mercoledì mattina (29 aprile) i Carabinieri forestali avevano individuato e sentito i due uomini, entrambi sulla cinquantina e titolari di una ditta di giardinaggio. E immediatamente avevano avuto conferma dei sospetti iniziali.

Monte Faeta, l’incendio non si placa: evacuazioni in corso tra Lucca e San Giuliano Terme

La loro disattenzione ha causato così un incendio che ha interessato un’area boschiva tra le due province di Lucca e Pisa, sul monte Faeta, per un’estensione di 720 ettari. Nei giorni successivi sono state interessate migliaia di persone, costrette a lasciare le loro abitazioni. Una casa è andata completamente distrutta che per ironia della sorta era di proprietà di un Vigile del Fuoco che stava operando nelle operazioni di soccorso.

Al momento le due persone sono indagate. Sabato 1 maggio, nel pomeriggio, il fascicolo è stato consegnato in Procura, sul tavolo del magistrato titolare delle indagini, Salvatore Giannino. Il reato ipotizzato è incendio colposo, aggravato per il “danno grave, esteso e persistente all’ambiente”. Reato punibili da 3 a 7 anni e mezzo di reclusione.

Come ricorda Il Tirreno, c’è poi l’aspetto del risarcimento danni. E in quel caso sulla testa dei due uomini potrebbero pendere richieste di risarcimento milionarie. Le zone colpite sono infatti private e altre appartenenti al Demanio. E si dovrà anche pensare alla bonifica e rimboschimento di tutta l’area.

WWF: “Cultura della responsabilità”

Secondo il WWF, le prime stime parlerebbero di decine di migliaia di alberi in fumo “e chissà quante centinaia di animali che hanno perso la propria casa e probabilmente anche la vita. I danni ambientali sono ingenti, così come quelli sociali (migliaia le persone evacuate dalle case) ed economici. Serviranno anni e il costo dei danni sarà enormemente superiore di quello che avrebbe avuto una opportuna prevenzione”. Per l’associazione ambientalista “questo incendio andava spento anni fa attraverso opportuna gestione del territorio e sensibilizzazione della popolazione”. Il Wwf chiede di concentrarsi sui “comportamenti umani imprudenti o colposi quali abbruciamenti non controllati che possono trasformarsi in pochi minuti in emergenze devastanti; per questo motivo è indispensabile rafforzare le attività di informazione e sensibilizzazione promuovendo una cultura della responsabilità

Monte Faeta. Incendio sotto controllo. L’importanza dell’invaso di San Giuliano Terme

Segui le nostre news sul canale WhatsApp
CLICCA QUI

Per continuare a rimanere sempre aggiornato
Iscriviti al nostro canale e invita i tuoi amici