Una squadra che è entrata nella leggenda del basket italiano ed un’altra che nel calcio si è affacciata da 10 anni nel prestigioso palcoscenico della Serie A e che adesso si rivolge al suo advisor principale per la risoluzione dei suoi problemi economici. Oltre alla città di provenienza, Siena, Mens Sana Basket e Robur hanno un altro denominatore comune: la sponsorizzazione, importante anche sotto il profilo prettamente economico, della Banca Monte dei Paschi. Un rapporto che potremo definire strettissima contiguità quello di Rocca Salimbeni con lo sport senese. Oltre alle due compagini professionistiche di spicco infatti, ci sono numerose altre realtà sportive, dalla pallacanestro per finire al calcio femminile e all’atletica, che a Siena godono della sponsorizzazione del terzo gruppo bancario italiano.
 
Il nuovo piano industriale Le trasformazioni che sta attraversando però la Banca Monte dei Paschi sono però sotto gli occhi di tutti e quindi è lecito domandarsi se con il nuovo piano industriale (che sarà presentato il prossimo 26 giugno) alcune di queste sponsorizzazione verranno tagliate da parte di Rocca Salimbeni. In attesa di sapere quelle che saranno le decisioni di Profumo, Viola e del nuovo cda della banca, una cosa è certo: la Siena sportiva guarda sempre al Monte per cercare risposte e garanzie per la programmazione del suo futuro.
 
Due fronti, il basket Lo stesso Ferdinando Minucci, presidente della Montepaschi Mens Sana dei record, all’indomani della conquista dello scudetto ha dichiarato di ripartire anche per la prossima stagione dal contratto di sponsorizzazione che c’è con il Monte (leggi): per la società di Viale Sclavo occorre adesso inaugurare un nuovo ciclo dopo quello incredibilmente vincente che si è concluso con il record del sesto titolo italiano consecutivo (video). Ci dovrà essere un nuovo roster e probabilmente un nuovo coach, visto che sirene turche chiamano il senesissimo Pianigiani verso il Fenerbache. Alla Mens Sana però la base rimane però la solita: il Monte dei Paschi con il suo marchio e il suo nome nelle canotte bianco-verdi.
 
Due fronti, il calcio Diverso è il parere di una Robur che naviga in acque decisamente agitate. Prima il ciclone del calcio scommesse (dopo la prima tanche il Siena pagherà un’ammenda di 50mila euro ma il procedimento più scottante per i bianconeri partirà a luglio, ndr), e poi l’emergere di dinamiche societarie e deficit economici che poco di buono lasciano sperare ai tifosi. In un comunicato stampa dei Fedelissimi, storico gruppo organizzato di tifosi senesi, c’è tutta la rabbia e la voglia di chiarezza dei supporters del Siena: «Quello che ci meraviglia di più, in questa assurda situazione, è la posizione della banca Monte dei Paschi – si legge nella nota -. Noi non viviamo sulla luna e non pretendevamo che si trovasse dall’oggi al domani uno sceicco arabo, ma solamente che il Monte facesse la banca e mettesse il Siena in grado di operare con tranquillità, magari senza altri soldi, anzi cercando di rientrare dal debito, con la possibilità di inserire un suo uomo in società per garantire che le cose fossero fatte in questo senso. In fondo il Siena è un’azienda che ha dei debiti cospicui verso il Monte e non capiamo come la banca non abbia la volontà di cercare di rimediare, di fare qualcosa di concreto per poter , se non per puro campanilismo, cercare di salvare questa azienda in crisi». Dalla società non trapela niente e la famiglia Mezzaroma, azionista di maggioranza del club, sembra ormai sempre più ostracizzata dalla Siena calcistica (leggi). Una cosa sola è certa: il futuro passa inesorabilmente da Rocca Salimbeni.

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