FIRENZE – Bird, società internazionale specializzata in monopattini elettrici in sharing, ha formalizzato al Comune di Firenze il ricorso al Tar contro la decisione di bloccare il servizio a partire dal 1° aprile.
La delibera della Giunta comunale, approvata lo scorso novembre, motiva lo stop con ragioni di sicurezza stradale. Bird, tuttavia, la bolla come piena di “contraddizioni e elementi critici” che l’hanno spinta a tutelarsi per via legale.
Tra i rilievi principali dell’azienda spicca la qualificazione errata del servizio come “free floating”, ovvero a flusso libero. “È noto e documentato che a Firenze l’operatività si basa su postazioni fisse, in linea con quanto richiesto e concordato con l’Amministrazione comunale – spiega Bird in una nota –. Un’imprecisione che incide sostanzialmente sulla valutazione del servizio e sulle motivazioni della sospensione”.
La società contesta anche l’approccio della Giunta verso gli operatori del settore dei monopattini e la legittimità politica del provvedimento, criticato da associazioni di categoria e dal mondo ambientalista. “Negli ultimi anni abbiamo garantito a Firenze un’offerta di mobilità dolce all’altezza delle migliori esperienze europee, per cittadini e milioni di turisti – conclude Bird –. La sostenibilità ambientale non è una formula vuota, ma una pratica quotidiana: ci auguriamo lo stesso per Palazzo Vecchio”.







