Emerge una email inedita di David Rossi, ex capo della comunicazione di Mps. Rossi la spedì il 3 novembre 2012 al presidente della banca Alessandro Profumo.
Il documento, portato alla luce dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Rossi – ormai qualificata come omicidio dalle indagini recenti – descrive Giovanni Fava, imprenditore ed ex deputato leghista, come una “minaccia da neutralizzare”.
Fava e i leghisti del Monte
Nella missiva, datata quattro mesi prima della tragica fine, scrive Rossi a Profumo : “Fava cerca visibilità ma va neutralizzato e respinto con perdite perché questo non ha altri obiettivi, adesso, che fare la guerra al Monte”.
David Rossi, poi, accusa Fava di guidare i “leghisti locali, nostri dipendenti”, tra i più attivi nel “dossieraggio e nell’attività di diffamazione anonima”.
Le firme per le provinciali del 2009
Nela mail Rossi, poi, fa riferimento a un episodio del 2009, legato alla raccolta delle firme per la presentazione delle liste alle elezioni provinciali del giugno 2009. Alcuni di questi dipendenti avrebbero usato i nomi di clienti Mps per raccogliere le firme necessarie.
“Andavano licenziati a suo tempo – scrive – visto che avevano utilizzato i nomi dei clienti della banca per trovare le firme necessarie per presentare le liste alle Provinciali 2009, invece vennero solo sospesi per un giorno”.
Le sponsorizzazioni “segate”
Nella mail, David Rossi fa anche riferimento al tema delle sponsorizzazioni, sulle quali l’ex responsabile comunicazione deteneva una forte autonomia decisionale. A quell’epoca, infatti Mps sposorizzava, tra le altre, a Siena la Mens Sana basket e il Siena calcio, che militavano nelle massime serie, e a Viadana (Mantova) la locale squadra di rugby.
Riferendosi a Giovanni Fava così scrive a Profumo. “Negli anni scorsi stava zitto. Perorava la causa di un paio di squadrette mantovane che venivano sponsorizzate dal Monte. Appena ho potuto gliele ho segate, così ora fa il diavolo a quattro e chiaramente ce l’ha a morte pure con me, come i suoi accoliti del resto”.
Di questa mail che finora non era conosciuta, non sappiamo cosa rispose l’allora presidente Alessandro Profumo.
“Era battaglia dura”
La mail è stata letta questa mattina nella seduta della Commissione parlamentare. L’ex deputato Giovanni Fava ha replicato: “Non ho mai saputo di questa mail, è la prima volta che la sento”. Ha contestualizzato in un “contesto di battaglia dura”, ricordando le sue interrogazioni parlamentari su Mps e la fusione con Banca Agricola Mantovana. “Che loro potessero immaginare che io fossi un soggetto fastidioso ci sta”, ha aggiunto, legando il periodo a un’assemblea dei dipendenti della Banca Agricola a cui partecipò.







