SIENA – I giochi sono tutt’altro che chiusi. Però all’orizzonte per la presidenza di Mps si profila la figura di Corrado Passera.
Banchiere di lungo corso e, secondo quanto riportato da La Repubblica, profilo in grado di armonizzare i presunti contrasti interni e dare al tempo stesso garanzia per la terza banca del Paese. A patto che il cda, al momento di stilare la lista, decida di depennare Nicola Maione, l’uomo voluto dal Tesoro nel 2017 e poi salito alla presidenza qualche anno dopo.
Le modifiche statutarie appena approvate da Mps gli permettono di rimanere in carica e anche lui negli ultimi tempi si sarebbe fatto apprezzare per la capacità di ricucire gli strappi. Entrambi compaiono nel listone di 30 nomi, che nei prossimi si andrà via via assottigliando, arrivando ai 15 che usciranno dal cda del 3 marzo e saranno portati all’esame dell’assemblea il 15 aprile.
Per il quotidiano romano, in caso di uscita da Rocca Salimbeni, per Maione si profilerebbe un ruolo in una partecipata pubblica.







