Francesco Gaetano Caltagirone e Luigi Lovaglio
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Contrariamente a quanto indicato, il primo azionista di banca Mps, la finanziaria Delfin della famiglia Del Vecchio, parteciperà all’assemblea dei soci convocata il prossimo mercoledì 15 aprile.

Si tratta di una novità di rilievo perchè Delfin detiene il 17,5%, della compagine sociale di Mps e il suo  voto può essere determinante nella querelle che vede da un lato l’attuale cda, con il socio storico Caltagirone (11,5%), che ha presentato una lista, e dall’altra il socio di minoranza Plt Holdig (1,2%), la società di partecipazioni della famiglia Tortora, che ne ha presentata un’altra, sostenendo però Luigi Lovaglio nel ruolo di ad, contrariamente a Caltagirone e soci che invece hanno indicato Fabrizio Palermo.

Come e con chi si schiererà la famiglia Del Vecchio? Tenuto conto che sia Luigi Lovaglio che Francesco Caltagirone che lo stesso Francesco Milleri, presidente di Delfin, dall’ottobre scorso sono tutti sotto indagine per il “concerto” nell’aquisizione di Mediobanca? Voterà l’una o l’altra lista a scatola chiusa o voterà candidato per candidato?

Per il momento non è dato sapere, anche perchè finora Delfin non avrebbe nemmeno dovuto nemmeno votare. Ma, secondo quanto il Sole24Ore, avrebbe depositato le azioni in vista dell’assemblea. Dunque, pronta a far pesare il proprio ruolo.

A questo punto, sarà il mercato e i fondi, oltre a Delfin a far pendere la bilancia da una parte o dall’altra nel disegnare la nuova governance di banca Salimbeni. Una partita dunque ancora aperta.

Mentre Siena rimane alla finestra a guardare. E nemmeno la Fondazione Mps sembra interessata al futuro della banca, concentrata solo a trovare una governance per sè.

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