Tre associazioni civiche senesi lanciano la proposta di una “mobilitazione civica” per difendere la banca Mps e il suo rapporto con la città e il territorio di Siena.
Le “barricate del passato”
Un richiamo indiretto a quello che proprio stamani ha scritto Ferruccio De Bortoli sulle colonne del Corriere della Sera. Il quale, ricordando la storia di Mps e esponendo il rischio che l’operazione Intesa San Paolo/Unipol porti alla sua definitiva sparizione, scrive: “tra l’altro nella rassegnazione di una città che in passato eresse virtuali barricate anche solo per esternalizzare qualche servizio di tesoreria”.
Come a dire che oggi la politica senese (e regionale) non è più in grado di far arrivare la sua voce ai livelli superiori, quelli nazionali della finanza e della politica che contano. Governo e opposizioni comprese.
“Cittadini fate sentire la vostra voce”
Le associazioni di Buongoverno, Pietra Serena e Sena Civitas, dunque, ritengono che oltre alle prese di posizione ufficiali e istituzionali (alcune magari se pure sincere non proprio completamente convergenti) sia fondamentale che anche “i cittadini di Siena debbano far sentire con forza la propria voce”.
“Accogliamo con interesse e apprezzamento – scrivono – tutte le iniziative che, in queste ore, istituzioni, forze sociali, rappresentanze sindacali e soggetti del territorio stanno promuovendo per mantenere alta l’attenzione sul futuro del Monte dei Paschi di Siena e sul ruolo che la banca continua a rappresentare per la città e per l’intera provincia”.
“È positivo che si parli di confronto, di coordinamento e della necessità di riaffermare il legame tra MPS e il territorio. È importante che le istituzioni locali, insieme alle organizzazioni sindacali e alle realtà economiche e sociali, rivendichino il diritto di essere ascoltate in una fase che potrebbe rivelarsi decisiva per il futuro della banca e della comunità senese”.
Contrari all’operazione
“La nostra posizione è di netta contrarietà a un’operazione che, a nostro giudizio, determinerebbe un forte impoverimento economico, occupazionale e sociale di Siena e dell’intera provincia. Le promesse formulate nelle fasi iniziali di operazioni societarie di questa portata non possono cancellare il rischio concreto di una progressiva perdita di funzioni strategiche, direzionali e occupazionali oggi ancora presenti sul territorio”.
“Siena – spiegano – ha già pagato un prezzo altissimo per la crisi del proprio sistema bancario e finanziario. Non può permettersi un ulteriore ridimensionamento del ruolo che il Monte dei Paschi continua a rappresentare per l’economia, l’occupazione, il tessuto professionale e la vita sociale della comunità”.
“Per questo motivo, accanto all’azione delle istituzioni, riteniamo debba essere valutata anche la possibilità di una mobilitazione civica, trasversale e apartitica, aperta a tutti i cittadini, alle associazioni e alle realtà del territorio che condividono la necessità di difendere Siena e il suo futuro. La difesa del legame tra Siena e il Monte dei Paschi non appartiene a una parte politica. È un interesse generale che riguarda l’intera comunità senese e provinciale”.







