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Prato nei guai. Baby calciatori in Italia con documenti falsi, perquisizioni a carico di dirigenti

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Alteravano i risultati delle partite e favorivano l’ingresso di giovani migranti africani in Italia. Alcuni dirigenti del Prato calcio, squadra che milita in Lega Pro, sono stati raggiunti da misure di custodia cautelare e sottoposti a perquisizioni per immigrazione clandestina, falso documentale e favoreggiamento reale a carico di persone legate al mondo del calcio. A carico di molti di loro sono anche emersi profili di responsabilità per frode sportiva consistita nell’aver alterato alcuni risultati calcistici. E’ stata inoltre disposta l’acquisizione di documentazione presso due squadre di serie A (Inter e Fiorentina), una di serie B (Cittadella) e una di Lega Pro. Interessate dall’operazione di Polizia le province di Prato, Firenze, Rimini, Pistoia, Siena, Pisa, Perugia, Arezzo.

Falsi documenti per ottenere i visti di ingresso Secondo quanto si apprende da fonti investigative gli indagati avrebbero procurato illegalmente l’ingresso in Italia di cittadini di origine africana, in particolare ivoriani minorenni, producendo all’Ambasciata Italiana di Abidjain, e poi all’Ufficio Immigrazione della Questura di Prato, documentazione attestante false parentele, allo scopo di ottenere il rilascio dei visti di ingresso per motivi di ricongiungimento familiare, con successivo ottenimento dei permessi di soggiorno per motivi familiari. L’operazione sarebbe partita da una indagine su un sospetto caso di immigrazione clandestina, che ha fatto emergere una serie di illeciti di varia natura. Dall’indagine è emerso che i risultati di undici partite di Lega Pro, Categoria Eccellenza Toscana e Campionato Regionale Toscano di Promozione sarebbero stati alterati.

Le precisazioni della Fiorentina: «Noi parte lesa»  In merito all’indagine sull’ingresso di giovani calciatori, che sarebbe avvenuta in maniera illegale in Italia, per poi venderli a società professionistiche, la Fiorentina conferma che ci sono indagini in corso anche su un giocatore che interessava il club viola ma che non era stato ancora tesserato dalla società gigliata. Il minore era stato notato dagli osservatori viola durante una partita tra la Rappresentativa toscana e una squadra giovanile viola nel marzo scorso. Per questo motivo la società viola ha chiesto informazioni alla società di appartenenza ed avviato l’iter per la verifica dei documenti necessari per un corretto tesseramento, iter però mai portato a termine. La Fiorentina non ha dunque mai tesserato, né pagato alcuna cifra per il giocatore ma si era invece interessata a far cercare un alloggio a lui e alla presunta madre, indigenti, anche se poi non si è fatto nulla neanche per la casa. La Fiorentina dunque fa sapere di essere estranea alla vicenda che la vede coinvolta, anzi si sente parte lesa, ed attende con fiducia l’esito delle indagini.