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Festival Economia Civile. La Carta di Firenze presentata al Presidente Mattarella, «Urge cambio di rotta»

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Foto Profilo Twitter Dario Nardella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presenziato questa mattina aPalazzo Vecchio all’inaugurazione del Festival dell’Economia Civile, manifestazione in programma fino al 27 settembre e che si concluderà domenica prossima con la presenza annunciata del Premier Giuseppe Conte. Mattarella è entrato in Palazzo Vecchio dall’ingresso che dà sul cortile di Michelozzo dove è stato accolto dal sindaco Dario Nardella, dal presidente uscente della Regione Toscana Enrico Rossi e dal neo presidente eletto della Regione, Eugenio Giani. Mattarella si è soffermato a scambiare un saluto con loro, quindi è salito nel Salone dei Cinquecento dove si svolge l’evento e dove il Capo dello Stato è stato accolto dal suono delle chiarine.

La Carta di Firenze «In questi mesi segnati dalla pandemia e dalla crisi ambientale, sentiamo l’urgenza di un cambio di rotta e di un impegno comune più incisivo, in difesa della salute, della scuola, del lavoro, dell’ambiente e del benessere collettivo”. E’ questa la premessa della Carta di Firenze presentata oggi, in apertura del Festival. Otto le azioni proposte dalla Carta, il cui contenuto è stato letto dagli attori Monica Guerritore e Maurizio Lombardi: sostenere il valore del lavoro e delle persone; credere nella biodiversità delle forme d’impresa; promuovere la diversità e e l’inclusione sociale; valorizzare l’impresa come luogo di creatività e di benessere; investire nell’educazione e nella promozione umana; proporre una nuova idea di salute e di benessere; coltivare il rispetto e la cura dell’ambiente; attivare energie giovani, innovazione e nuove economie. Al termine del dibattito introduttivo tenuto da Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse, Maurizio Gardini presidente di Confcooperative, Leonardo Becchetti direttore del festival dell’Economia civile, il professor Stefano Zamagni presidente della Pontificia Accademia delle Scienze sociali, il Capo dello Stato si è alzato e prima di lasciare il Salone si è intrattenuto con gli stessi Dell’Erba, Zamagni, Becchetti, Gardini scambiando alcune frasi di saluto. Quindi Mattarella è uscito dal Salone dei Cinquecento accompagnato da un applauso. Alla fine del dibattito il Presidente  Mattarella, secondo quanto ha successivamente riferito il direttore del Festival dell’Economia Civile Becchetti ai giornalisti, ha dichiarato il suo apprezzamento per l’evento e i suoi contenuti, incoraggiando gli organizzatori a proseguire con il lavoro svolto in questo senso. «Quando gli ho consegnato la Carta di Firenze – ha spiegato Becchetti – gli ho sottolineato quanto questa sia un po’ un antidoto per il nostro Paese, per evitare certe derive che si stanno purtroppo verificando in altri Paesi, cioè non riuscire a tenere assieme la parte più colta, più cosmopolita, più tollerante, più educata la diversità, con quella parte che invece si sente espropriata delle radici, dei valori. Questa nostra visione culturale, che lui condivide, ci può far evitare questo rischio. E’ un modo di interpretare quella ‘serietà’ – ha concluso Becchetti in riferimento alla replica al premier inglese Boris Johnson – di cui parlava ieri» lo stesso Mattarella.

Il sindaco Nardella: «Dopo Covid città sviluppino un nuovo pensiero» «Che onore avere a Firenze il Presidente #Mattarella! Al @fnecfestival». A scriverlo sul suo profilo twitter il sindaco Nardella che aggiunge: «Ho ribadito la nostra urgenza: dopo la crisi #COVID tutte le città italiane devono sviluppare un nuovo pensiero basato sui beni comuni e sullo sviluppo sostenibile. No tecnicismi ma idee concrete per il futuro».