anziani
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FIRENZE – Rincari, carrelli della spesa sempre più vuoti e costi sanitari in aumento colpiscono duramente le fasce più deboli, in primis gli anziani.

Molti pensionati faticano ad arrivare a fine mese, specie se non autosufficienti. In Toscana, le famiglie che si fanno carico di questi over 65 sono passate dall’81,3% all’88,3% in dieci anni, con una spesa media balzata del 20%, secondo l’Agenzia regionale di sanità. Sono 85.600 gli anziani non autosufficienti nella regione: 14mila in Rsa, i restanti 70mila assistiti dai familiari.

Una ricerca della Fnp-Cisl Toscana su 334 casi evidenzia l’impatto economico: per il 20% degli intervistati, i 1.200 euro mensili per l’assistenza superano il reddito. Il 37,4% riceve aiuti economici dalla famiglia, mentre il 41,6% beneficia di interventi pubblici come assistenza domiciliare, voucher, centri diurni o sollievi temporanei. Il restante 58,4% resta escluso, spesso per mancanza di informazioni o difficoltà di accesso, con un effetto “scoraggiamento”.

«L’invecchiamento della popolazione aumenterà i bisogni – avverte Viviano Bigazzi, segretario Fnp-Cisl Toscana, interpellato dall’edizione toscana di Repubblica –. Serve un sistema più flessibile e personalizzato, con servizi diversificati e compartecipazione».

Povertà alimentare: +16% richieste tra i 75-85enni

Il tema degli anziani è al centro anche del convegno “Povertà alimentare: la nuova frontiera della povertà sociale”, promosso da Federconsumatori Toscana, Spi-Cgil e Unicoop Firenze. L’anno scorso, 7.500 persone si sono rivolte agli sportelli regionali per problemi di approvvigionamento cibo, con un +16% nella fascia 75-85 anni. Su 920mila over 65 toscani, 276mila sono vulnerabili e 140mila malnutriti, per necessità o cattive abitudini.

Le associazioni hanno lanciato un decalogo contro la povertà alimentare, invitando istituzioni e terzo settore a firmarlo. Tra le proposte: empori solidali con tessere dedicate, buoni spesa permanenti, recupero eccedenze, educazione alimentare in scuole e quartieri. Focus anche su prevenzione malattie e anti-spreco.

Nasce intanto “Cosa metto nel carrello”, progetto di Federconsumatori e Spi-Cgil con contenuti multimediali e formazione per aiutare le fasce fragili nelle scelte quotidiane.

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