PRATO – Un lingotto d’oro da 500 grammi del valore di circa 65mila euro, una telecamera GoPro e decine di blister di Viagra sarebbero spariti durante una perquisizione della polizia in un appartamento di via Curtatone.
Sette agenti sono finiti sotto inchiesta per falso ideologico, mentre a un ispettore viene contestato anche il peculato. La Procura di Prato ha aperto un’indagine interna, come riportato oggi dall’edizione fiorentina de La Repubblica e dal Corriere Fiorentino.
L’episodio risale al 21 marzo, quando gli agenti intervennero in un’abitazione dove fu scoperto un laboratorio clandestino di armi.
Secondo la ricostruzione della Procura, durante il controllo il materiale prezioso non fu mai verbalizzato nei documenti ufficiali di sequestro, consumando così la presunta sottrazione.
A far scoppiare il caso è stata la denuncia della moglie 23enne dell’indagato, un cittadino cinese arrestato nell’operazione iniziale.
Rientrata a casa, la donna ha trovato l’appartamento a soqquadro e ha segnalato la scomparsa del lingotto, descritto come “dote nuziale”. In questura le sarebbero stati restituiti solo 350 euro e alcuni effetti personali, senza alcun verbale.
Tra gli oggetti mancanti, figura anche la GoPro e circa 70 blister di Viagra, appartenenti a un altro inquilino. La stessa denunciante è stata poi arrestata in una perquisizione successiva: nella sua disponibilità sono stati rinvenuti due ordigni artigianali e centinaia di munizioni, alcune compatibili con le armi sequestrate nel primo blitz.
Le indagini della Procura proseguono per chiarire le responsabilità, mentre i sette poliziotti sono stati perquisiti. Il caso solleva interrogativi sul controllo interno alle forze dell’ordine durante le operazioni delicate.







