FIRENZE – L’ospedale San Giovanni di Dio si conferma un baluardo nella battaglia contro il tumore del pancreas.
Secondo i dati del Programma Nazionale Esiti (Pne) 2025, elaborati da Agenas per il Ministero della Salute e riferiti all’attività del 2024, il presidio fiorentino si piazza al secondo posto in Toscana – preceduto solo da Pisa – e al primo nell’Area Vasta Centro per volume di interventi eseguiti.
Oltre 60 operazioni complesse nell’ultimo anno premiano non solo la quantità, ma soprattutto la qualità dei risultati clinici. La struttura di Chirurgia Pancreatica dell’ospedale si afferma così come hub di riferimento per l’intera Asl Toscana centro, attirando pazienti anche da fuori regione.
Una crescita costante verso il vertice nazionale
Il ranking riflette un trend in ascesa. Per volume di resezioni pancreatiche, il San Giovanni di Dio occupa l’11° posto in Italia. Una scalata partita nel 2019 in linea con gli standard moderni che puntano sull’accentramento delle casistiche complesse in centri ad alto volume per massimizzare la sicurezza dei pazienti.
“Le esperienze consolidate indicano che i centri ad alto volume ottengono risultati migliori negli interventi chirurgici più complessi”, dichiara Stefano Michelagnoli, direttore del Dipartimento delle specialistiche chirurgiche.
“Grazie alla sinergia tra gli operatori dell’Azienda, il San Giovanni di Dio è diventato un’eccellenza che oggi trova conferma ufficiale nel report Agenas”.
Soddisfazione anche da Alessandro Anastasi, direttore della Chirurgia Pancreatica e della Chirurgia Generale. Il successo deriva da un modello organizzativo che pone al centro la multidisciplinarietà.
Il motore del Gom per cure su misura
Cuore pulsante dell’attività è il Gruppo Oncologico Multidisciplinare (Gom) dedicato alle neoplasie pancreatiche. Ogni settimana, chirurghi, oncologi, radiologi, nutrizionisti e altri esperti si riuniscono in teleconferenza per esaminare ogni caso dell’Azienda.
In questo contesto spicca Tommaso Nelli, chirurgo pancreatico aziendale, che funge da anello di congiunzione tra l’hub del San Giovanni di Dio e i centri “Spoke” del territorio. Il professionista assicura a ogni paziente il percorso di cura ottimale dalla diagnosi all’intervento.







