PISA – Mille impianti cocleari non sono solo un numero tondo da celebrare, ma la fotografia di un percorso lungo quasi quarant’anni. È questo il traguardo che l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana festeggerà il 28 febbraio con un convegno di esperti alle Officine Garibaldi.
Un risultato che racconta la costruzione progressiva di un modello clinico e scientifico diventato riferimento nazionale per la diagnosi, il trattamento e la riabilitazione delle sordità gravi.
Il primo impianto cocleare a Pisa risale al 1985, quando alla Clinica Otorinolaringoiatrica fu eseguito un intervento monocanale. La svolta tecnologica arrivò alla fine degli anni Novanta con l’introduzione degli impianti multicanale e, dal 1999, con l’estensione della rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale. Nel 2010 la copertura dei costi fu estesa anche all’impianto bilaterale simultaneo. In parallelo si è rafforzata la presa in carico multidisciplinare del paziente, trasformando l’intervento chirurgico in un vero percorso terapeutico.
Un passaggio decisivo è stato nel 2007 l’avvio, in Toscana e con Pisa capofila, dello screening audiologico neonatale obbligatorio, anticipando di dieci anni l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza. A questo si è aggiunta l’introduzione pionieristica dello screening per il citomegalovirus congenito, oggi seconda causa di sordità infantile. Un modello poi adottato su scala nazionale.
Negli ultimi anni l’attività si è stabilizzata su circa 65–70 impianti cocleari annui. La casistica complessiva ha raggiunto quota mille interventi, equamente distribuiti tra adulti e bambini, con bassi tassi di complicanze e follow-up a lungo termine. Il centro pisano si colloca stabilmente tra i primi in Italia per volume di interventi, secondo i dati del Programma nazionale esiti.
L’impianto cocleare rappresenta una delle più importanti conquiste della medicina riabilitativa: migliora le capacità comunicative e sociali negli adulti e consente ai bambini con sordità grave-profonda di sviluppare l’udito e il linguaggio. Non è però un semplice atto chirurgico, ma un processo complesso che comprende valutazione pre-operatoria, intervento, programmazione del dispositivo, riabilitazione logopedica e monitoraggio nel tempo.
Accanto all’attività clinica, il centro pisano è attivo nella ricerca e nella formazione, con collaborazioni internazionali, linee guida nazionali e progetti sulla costo-efficacia della procedura. Un percorso che ha unito innovazione tecnologica, organizzazione sanitaria e lavoro di squadra, trasformando Pisa in uno dei poli italiani più avanzati per la cura della sordità. Mille impianti, insomma, non sono un punto di arrivo.







