SIENA – La proposta presentata dall’onorevole Michela Vittoria Brambilla (Noi Moderati), scatena polemiche accese in Toscana.
Il testo, volto a rafforzare la tutela degli equini (evitando il consumo alimentare della carne), prevede tra l’altro il divieto di utilizzare cavalli nelle manifestazioni storiche, colpendo anche eventi iconici come il Palio di Siena.
Il sindaco Nicoletta Fabio e il deputato Francesco Michelotti (Fratelli d’Italia) replicano con fermezza, difendendo il patrimonio culturale della città e invocando un confronto con i territori.
“La proposta interviene su un ambito che tocca profondamente l’identità, la storia e le tradizioni delle nostre comunità”, dichiara il sindaco Fabio in una nota ufficiale.
“Il Palio di Siena non è soltanto una manifestazione: è identità collettiva, patrimonio culturale immateriale, storia viva della città. È un modello in cui tradizione e tutela veterinaria convivono con protocolli stringenti, controlli costanti e impegno per la sicurezza degli animali. Siena ha dimostrato che rispetto delle tradizioni e responsabilità verso gli animali possono procedere insieme. Ogni proposta che incida su eventi di tale rilievo deve nascere da un confronto serio con le comunità che le vivono”.
Il primo cittadino conclude sottolineando che “la nostra identità collettiva non può essere riscritta per legge sulla base di impostazioni ideologiche. Il Comune di Siena difenderà con fermezza il valore del Palio, nel rispetto delle norme, della tutela animale e della nostra storia”.
Sulla stessa linea il deputato senese Michelotti che accusa la pdl di rappresentare “un attacco a un pezzo profondo della nostra identità nazionale, delle tradizioni e della cultura”.
“Il testo non solo proibisce vari elementi, ma vieta gli equini nelle manifestazioni storiche, ignorando storia, tradizioni popolari e persino la cultura gastronomica italiana”, scrive.
Ricorda come già in passato il governo abbia accolto il suo ordine del giorno per tutelare eventi identitari come il Palio. “È un modello in cui tradizione e tutela veterinaria convivono rigorosamente. Chi lo attacca dimostra di non conoscerlo”.







