Sembra avviarsi a una prima soluzione il guasto al ponte mobile di Calambone, al termine della strada FiPiLi.
Da venerdì scorso, infatti, è di fatto interrotto il traffico da e per il porto di Livorno. Compreso il traffico marittimo per le imbarcazioni che dal canale dei Navicelli si immettono in mare.
Già ieri, domenica, tre enormi gru hanno ricollocato nella posizione orizzontale l’impalcato del ponte, grazie ad appoggi provvisoriamente ricostituiti in legno di rovere. E già da mercoledì prossimo dovrebbe tornare alla normalità la circolazione almeno per le auto.
FiPiLi. Crolla a Calambrone il ponte che si immette nel porto di Livorno. Strada interrotta
Tuttavia, per consentire lo svolgimento in sicurezza delle attività sottostanti al ponte (allestimento ponteggi e ricostruzione delle carpenterie metalliche), senza interrompere il traffico, il transito veicolare avrà una limitazione di portata a 3,5 tonnellate. Il transito dei mezzi pesanti, da e per il porto, sarà dirottato lungo l’adiacente ponte di viale Mogadiscio.
“L’operazione – spiega Emma Donnini, consigliera della Città Metropolitana di Firenze delegata alla FiPiLi – si è potuta concludere positivamente grazie al fatto che l’impalcato non ha subito alcuna deformazione critica. Ragione per cui è programmato che, dalla mattina di mercoledì prossimo, dopo un’accurata ispezione conclusiva, il ponte possa essere riaperto al transito veicolare. Ora ci concentreremo sulla riparazione del meccanismo di apertura”.
La rottura
Il sistema di apertura “a ponte levatoio” è andato fuori uso perché una delle due cerniere, entrambe costituite da un cilindro di acciaio di circa 30 cm di diametro alloggiato in un involucro circolare, sempre di acciaio, ha subito una rottura a taglio, cioè di quelle cosiddette “fragili”, che non danno alcun segnale di preavviso.
Le cause della rottura sono ancora da accertare ma si tratta di un evento che può verificarsi anche laddove siano rispettati, come in questo caso, tutti i protocolli della manutenzione (le cerniere erano state riparate nel 2014, i bulloni sostituiti nel 2021 e le ispezioni e la manutenzione eseguite con la giusta frequenza, ivi compresa la manutenzione ai sistemi idraulici di sollevamento – i pistoni – che sono rimasti integri e funzionanti).
Storia del ponte
Come tutto il ramo livornese della Fipili, il ponte risale al 1990, perché faceva parte del piano di investimenti nazionali legati ai mondiali di calcio Italia ’90. Anas fu stazione appaltante di progetto ed esecuzione lavori, collaudati nel 2004, quando il viadotto dove si trova il ponte mobile passò in gestione da ANAS alla provincia di Firenze, che aveva già preso in gestione il resto della Fipili, sempre da ANAS, nel 2002.
Traffico dal canale dei Navicelli
L’apertura “a ponte levatoio” di questo ponte ha assunto sempre più un ruolo strategico nel sistema economico della cantieristica navale toscana, che ha tra i suoi punti di forza proprio la produzione dei superyacht nei cantieri dislocati lungo il canale dei Navicelli, a Pisa.
Si tratta di un settore economico che, sia in termini di fatturato che di impiego di maestranze altamente qualificate, ha subito una rapida ascesa negli ultimi anni.
Tuttavia, la consegna di queste gigantesche imbarcazioni ai committenti non può che dipendere dalla navigabilità del canale dei Navicelli, che dai cantieri pisani conduce al mare attraversando lo scolmatore dell’Arno e la darsena Toscana nel porto di Livorno. In molti casi si tratta di imbarcazioni, tipo “cabinato”, lunghe anche 50 metri e, soprattutto, alte fino a 11 metri.
Proprio queste altezze rappresentano un problema per la navigazione verso il mare, a causa delle infrastrutture presenti tra lo scolmatore dell’Arno e la darsena Toscana, costituite, in sequenza, da quattro ponti apribili, tre dei quali posti ad altezza di circa 3 metri dal livello dell’acqua, come il ponte della sp 224 (via Quaglierimi, che collega la Fipili e Calambrone), il ponte ferroviario (che collega su ferro il porto e la linea tirrenica) e il ponte di viale Mogadiscio (che collega su gomma il porto e la Fipili, ordinariamente riservato ai veicoli leggeri nelle fasi di sbarco e imbarco).
Il quarto, posto a un’altezza di circa 9 metri dal livello dell’acqua, è proprio il ponte lungo il viadotto della FiPiLi, il cui meccanismo di apertura è fuori uso da venerdì pomeriggio.
L’apertura ordinaria dei quattro ponti è programmata su due fasce orarie ogni giorno, dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle 17.







