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PRATO – C’era un precedente importante, quello del 2019 che aveva visto Confindustria Toscana Nord, associazione ASTRI, BuzziLab e CID-Consorzio Italiano Implementazione Detox allearsi per promuovere, valorizzare e migliorare le normative in tema di riciclo tessile.

A sette anni di distanza, cambiato in parte anche il panorama degli attori del territorio, Prato può contare su un nuovo protocollo con finalità analoghe.

Questa volta la squadra si è allargata: accanto a Confindustria Toscana Nord (in particolare alla sua sezione Sistema moda), ad ASTRI e a CID vi sono anche CNA Toscana Centro, Confartigianato Imprese Prato e associazione Cardato Riciclato Pratese.

Le sfide del distretto

Più numerosi i soggetti ma anche più complesse e articolate le sfide che attendono le produzioni tessili riciclate: sebbene l’attenzione per l’economia circolare e in generale per la sostenibilità venga ormai considerata un asse imprescindibile delle politiche industriali, la sua traduzione in norme e in prassi operative presenta insidie forti e potenzialmente destabilizzanti per gli equilibri del distretto.

La sottoscrizione del protocollo, avvenuta oggi al Museo del Tessuto, stabilisce un’alleanza fra i firmatari allo scopo di promuovere concretamente l’economia circolare con progetti e azioni per ridurre gli sprechi nelle lavorazioni tessili e per favorire l’adozione di normative che favoriscano il recupero, riuso e riciclo dei materiali tessili sia pre-consumo (gli scarti delle stesse lavorazioni tessili) che post-consumo (gli abiti usati).

Un percorso che Prato ha già avviato da tempo e che si è sostanziato – con il coinvolgimento di tutti i firmatari del protocollo odierno o di alcuni di essi – in operazioni come le missioni del Tavolo di distretto a Bruxelles, l’ultima delle quali lo scorso giugno, e la successiva visita di una rappresentanza della Commissione europea a Prato, congiuntamente a funzionari dei Ministeri italiani dell’ambiente e del made in Italy.

L’impegno per l’ottenimento del marchio IGP

Nella stessa linea anche l’impegno comune per l’ottenimento del marchio IGP per il cardato riciclato pratese e per il relativo disciplinare. Importante inoltre il lavoro in corso con Textile Exchange per la definizione dei criteri di attribuzione della futura certificazione Material Matters, che riassorbirà l’attuale GRS e che include un tema delicato: quella della valorizzazione, ai fini del riconoscimento dello status di prodotto riciclato, di sottoprodotti di lavorazione come i cascami di filatura.

Sottoprodotti che se non fossero inclusi nel ciclo cardato assieme a fibre provenienti da processi di stracciatura rischierebbero di non trovare destinazione produttiva: eppure attualmente non sono ritenuti qualificanti come riciclo di materiale tessile.

End of Waste

I temi cruciali per il tessile riciclato riguardano per lo più norme europee che presentano per il sistema pratese delle potenziali – se non molto probabili – insidie.

E’ il caso dell’End of Waste: se il passaggio di un materiale di scarto dallo status di rifiuto a quello di materia prima secondaria venisse collocato in un punto troppo avanzato del ciclo penalizzerebbe sfilacciature e altre lavorazioni declassando la loro attività a trattamento rifiuti, con tutte le conseguenze del caso sul piano autorizzativo e burocratico.

Criticità importanti anche per l’EPR-Extended Producer Responsibility, dal quale si genererà un business sul piano anche economico – oltre che ambientale – che rischia di tagliare fuori proprio le fasi produttive in cui risiedono le tecnologie e i processi decisivi ai fini della sostenibilità.

Francesco Marini, Confindustria Toscana Nord

“L’EPR sarà un tema alla costante attenzione delle organizzazioni firmatarie del protocollo di oggi – afferma Francesco Marini, presidente della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord -. Occorre difendere la filiera, preservarne il valore ai fini della sostenibilità e fare in modo che non sia esclusa dalle dinamiche e dalle risorse EPR”.

“È auspicabile – continua Marini – che queste risorse abbiano una finalizzazione forte in direzione della ricerca, dell’innovazione, dell’infrastrutturazione per il potenziamento delle performance del riciclo tessile”.

“Ma rispetto a questi temi – conclude Marini – e allo scenario del 2019 ora abbiamo anche un’altra sfida: quella legata all’hub tessile di Prato, che sarà operativo fra pochi mesi. Un’opera che riteniamo di sicuro interesse ma la cui attività deve essere impostata in modo da generare le massime ricadute positive per il distretto che lo ospita”.

Fabrizio Tesi, ASTRI

“ASTRI, con il suo impegno nella tutela e promozione del riciclo meccanico, rappresenta un pilastro fondamentale per il distretto tessile pratese – aggiunge il presidente di ASTRI Fabrizio Tesi -. Grazie a un’esperienza consolidata, siamo attivamente impegnati a livello europeo e nazionale, collaborando con il JRC, associazioni internazionali, i Ministeri italiani e la Commissione Europea, per portare avanti le istanze del nostro distretto”.

“Abbiamo lavorato – continua Tesi – per ripristinare e rafforzare i contatti tra le associazioni del territorio, favorendo una collaborazione unitaria che si è concretizzata in iniziative comuni. Attraverso un dialogo costruttivo e un’azione mirata, ci adoperiamo per affrontare le sfide poste dalle nuove normative, affinché queste non ostacolino, ma favoriscano lo sviluppo dell’economia circolare”.

“Con un approccio pragmatico e orientato alla condivisione di informazioni strategiche, ASTRI contribuisce a valorizzare e replicare le buone pratiche del distretto, rafforzando il ruolo di Prato come modello di eccellenza e sostenibilità nel panorama internazionale”, conclude Tesi.

Andrea Cavicchi, CID

“Questo protocollo rappresenta un passo decisivo per il distretto pratese e per l’intera filiera del tessile riciclato – dichiara il presidente di CID-Consorzio Italiano Implementazione Detox Andrea Cavicchi -. Per il Consorzio Italiano Implementazione Detox, che da anni lavora per portare trasparenza e sostenibilità chimica nella moda, questa alleanza è la naturale evoluzione di un percorso già avviato”.

“Penso in particolare al progetto PRSL per il cardato riciclato, sviluppato con ZDHC: definire una lista di sostanze ristrette specifica per i materiali rigenerati significa riconoscere finalmente le peculiarità di questo prodotto rispetto alle fibre vergini, e dare alle imprese strumenti concreti per operare in un’economia davvero circolare. Con questo protocollo, quelle competenze tecniche diventano patrimonio condiviso di tutto il sistema”, conclude Cavicchi.

Luca Benedetti, Federmoda CNA Toscana Centro

“La firma di questo protocollo – sottolinea Luca Benedetti, presidente Federmoda CNA Toscana Centro – rappresenta un momento importante per l’intero sistema moda pratese. Con questo accordo rafforziamo un impegno comune, condiviso tra tutte le principali realtà del distretto, per promuovere, valorizzare e tutelare il tessile riciclato, che costituisce una delle eccellenze storiche e identitarie di Prato”.

“Lavorare insieme — imprese, associazioni e organismi del settore — significa poter incidere con maggiore efficacia sui temi cruciali dell’economia circolare, dalla riduzione degli sprechi al recupero e riutilizzo dei materiali, fino al dialogo con le istituzioni per un quadro normativo più adeguato e lungimirante”, continua Benedetti.

“Come Federmoda CNA Toscana Centro riteniamo che questo protocollo sia un passo strategico per consolidare la leadership del distretto a livello nazionale e internazionale, valorizzando competenze uniche e costruendo azioni concrete di sostegno alle aziende. È un impegno che affrontiamo con responsabilità e visione, certi che solo attraverso un’azione coordinata il tessile riciclato potrà continuare a essere un motore di sviluppo, innovazione e sostenibilità per il nostro territorio”, conclude Benedetti.

Moreno Vignolini, Federazione Moda di Confartigianato Imprese Prato

“La nuova identità e la credibilità del Made in Italy passano anche da modelli produttivi virtuosi e sostenibili, e Prato ne è un esempio concreto”, dichiara Moreno Vignolini, presidente della Federazione Moda di Confartigianato Imprese Prato.

“Tutti gli attori del distretto – dalle imprese alle associazioni di categoria – insieme alle istituzioni che ci hanno accompagnato in questo percorso, fanno di Prato non solo una delle più importanti realtà tessili a livello mondiale, ma l’unico distretto capace di garantire lungo l’intera filiera, dall’A alla Z, standard elevati di sostenibilità e una visione chiara di quello che sarà il nuovo modello organizzativo e produttivo globale”, continua Vignolini.

“Un distretto – conclude Vignolini – che troppo spesso è finito alla ribalta per episodi negativi, che hanno ingiustamente offuscato il lavoro delle tante imprese sane, oggi dimostra con i fatti che Prato è anche altro: è la parte migliore del tessile italiano, è un sistema imprenditoriale moderno, responsabile e competitivo, capace non solo di stare al passo con i tempi, ma di indicare la strada alle filiere tessili del futuro.”

Alessandro Sanesi, Cardato Riciclato Pratese

“La forza del distretto nasce dalla capacità di mettere a sistema competenze diverse: ogni organizzazione porta con sé conoscenze, strumenti e sensibilità specifiche che, se valorizzate in modo complementare, contribuiscono a rafforzare l’intero ecosistema produttivo”, dichiara Alessandro Sanesi, presidente di Cardato Riciclato Pratese.

“La collaborazione tra associazioni e sindacati di aziende rappresenta quindi un elemento strategico per accompagnare la crescita del cardato riciclato pratese e, più in generale, per sostenere lo sviluppo e il posizionamento del distretto tessile di Prato nei contesti nazionali e internazionali”, continua Sanesi.

“La nostra mission è valorizzare il Cardato Riciclato, il prodotto più iconico del distretto anche ottenendo un marchio IGP manifatturiero che valorizzi le peculiarità del ‘saper fare’ delle nostre aziende e le qualità di tale prodotto, esaltando le capacità della filiera legata al territorio, nell’interesse comune”, conclude Sanesi.

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