PRATO – Una vasta indagine coordinata dagli uffici italiani della Procura Europea di Bologna, Torino e Palermo ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di sette persone e sei società ritenute coinvolte in un complesso sistema di frode fiscale legato al commercio di autovetture di lusso importate dall’estero.
I provvedimenti, emessi dal Tribunale di Civitavecchia, sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza di Prato, che ha contestualmente effettuato perquisizioni in più di 16 unità locali tra abitazioni, sedi aziendali e altri immobili riconducibili agli indagati.
Sequestri: 61 auto e conti esteri
Nel corso dell’operazione sono stati posti sotto sequestro numerosi beni: 61 autovetture e 10 conti correnti bancari, compresi rapporti finanziari all’estero. Il valore complessivo degli asset vincolati supera i 6 milioni di euro, a testimonianza della portata economica dell’organizzazione oggetto delle indagini.
L’origine dell’indagine: la segnalazione di un acquirente
Le indagini hanno preso avvio da una denuncia presentata da un cittadino al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Prato. L’uomo aveva segnalato difficoltà nell’immatricolazione di un’auto usata acquistata tramite un concessionario multimarca della provincia, venduta da un operatore tedesco. Quella che sembrava una semplice controversia amministrativa ha rivelato presto collegamenti con un più articolato schema fraudolento con ramificazioni nazionali e internazionali.
Il meccanismo della frode
Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe organizzato un sistema illecito per importare e vendere in Italia autovetture di fascia medio-alta provenienti da Germania, Austria, Belgio e Paesi Bassi senza effettuare il preventivo versamento dell’IVA necessaria per l’immatricolazione. Questo avrebbe consentito agli indagati un vantaggio economico illegittimo e avrebbe falsato la concorrenza nel mercato automobilistico.
Metodi investigativi: intercettazioni e verifiche documentali
Per ricostruire il presunto sistema criminale, i finanzieri del Gruppo di Prato hanno eseguito intercettazioni telefoniche, accertamenti bancari e numerose acquisizioni documentali. Le attività hanno coinvolto anche due agenzie di pratiche auto e uffici territoriali della Motorizzazione Civile, elementi utili a delineare ruoli, responsabilità e flussi commerciali sospetti.
Cooperazione internazionale con la Germania
L’inchiesta ha assunto una dimensione europea grazie alla collaborazione tra gli uffici Eppo in Italia e le autorità di Colonia e Monaco di Baviera. Il 20 febbraio 2024 questa cooperazione aveva già portato all’esecuzione di oltre 80 perquisizioni tra Italia e Germania, con l’arresto di tre cittadini tedeschi, il sequestro di 40 auto di lusso e la scoperta di disponibilità finanziarie per circa 1,2 milioni di euro. Gli esiti di quelle attività sono confluiti in procedimenti penali avviati dalle autorità giudiziarie tedesche.
Consistenze economiche: oltre 1.700 auto e 42,8 milioni di euro di IVA evasa
Gli accertamenti svolti dagli investigatori permettono di stimare l’entità della frode: oltre 1.700 autovetture importate e immesse sul mercato italiano e un’evasione dell’IVA collegata alle operazioni contestate pari a circa 42,8 milioni di euro. Le indagini proseguono per chiarire i ruoli di tutti gli indagati e gli ulteriori eventuali collegamenti internazionali.







