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GROSSETO – Si chiude con un accordo riservato la vicenda della dipendente Pam di Grosseto.

La donna era stata licenziata in tronco lo scorso ottobre per aver prelevato un flacone di detersivo da 2,9 euro dagli scaffali, in sostituzione di uno rotto durante la spesa personale.

La donna, con 30 anni di servizio alle spalle, ha rinunciato al reintegro in cambio di un risarcimento, evitando una lunga battaglia giudiziaria.

L’accordo è stato raggiunto oggi durante la prima udienza al Tribunale di Grosseto, davanti al giudice Giuseppe Grosso. Le parti hanno optato per una conciliazione confidenziale: l’importo del risarcimento non è stato divulgato.

Né la dipendente né l’azienda Pam – già al centro di polemiche per altri casi simili – hanno commentato pubblicamente la decisione.

Il caso era esploso a gennaio, quando la Filcams-Cgil maremmana lo aveva reso pubblico come emblematico di rigidità aziendali.

Dopo il turno, la donna aveva pagato regolarmente il flacone alla cassa del punto vendita Pam in via del Sabotino, l’unico a Grosseto. Uscendo, la busta si era rotta e il prodotto si era infranto. Tornata indietro, aveva informato il direttore e preso un sostituto con il suo consenso. Pochi giorni dopo, però, era scattato il procedimento disciplinare per “prelievo abusivo”, culminato nel licenziamento.

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