AREZZO – Andrea Migliavacca, vescovo di Arezzo, è stato bersaglio di un’ondata di insulti e commenti ostili sui social network dopo aver partecipato alla festa di fine Ramadan organizzata dalla comunità bengalese al parco del Pionta.
L’evento, a cui il vescovo ha portato un saluto simbolico di apertura e dialogo interreligioso, ha scatenato reazioni violente online, con foto e notizie della sua presenza al parco oggetto di attacchi verbali non riportabili. Diverse realtà aretine hanno reagito con fermezza per difendere Migliavacca, noto per il suo stile pastorale inclusivo, denunciando le parole d’odio e chiedendo toni più costruttivi.
In difesa del presule è scesa la vice sindaca Lucia Tanti, che su Facebook ha condannato i toni aggressivi: “I toni usati per me non sono accettabili. Se è vero che molta strada deve essere fatta perché ci sia una vera reciprocità – io ancora aspetto una risposta dal centro culturale islamico – e se è vero che non si può cedere su alcuni principi – costi quel che costi – è altrettanto vero che non si può ‘dare addosso’ proprio a chi fa importanti passi di pace”.
Le Acli di Arezzo hanno espresso “piena vicinanza” al vescovo, definendo il suo gesto “un saluto di rispetto e apertura che si inserisce nei valori del dialogo tra culture e religioni, fondamentale per una società coesa”. In un’epoca di tensioni, hanno aggiunto, “ogni parola che costruisce relazioni è un contributo prezioso per il bene comune”.
Solidarietà anche dalla Conferenza delle Donne Democratiche, che ha lodato “l’impegno per il dialogo e la pace”, e da Arezzo2020-Avs: “Chi prega con tutti non offende nessuno; un momento di preghiera comune porta solo beneficio, amicizia, rispetto e conoscenza”.
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